Perché si dice “un altro paio di maniche”?

Il diffusissimo modo di dire, che usiamo in continuazione nel linguaggio comune per indicare l’assoluta diversità di una situazione rispetto a un’altra (più spesso per “l’altro paio di maniche” sta a ipotizzare qualcosa di migliorativo rispetto al termine di paragone, meno frequente l’uso in senso peggiorativo), lo troviamo per la prima volta in forma scritta ne “I Promessi Sposi” di Manzoni, al capitolo XXVII, quando – all’alba della guerra del Monferrato che avrebbe portato alle razzie dei lanzichenecchi e quindi alla epidemia di peste – un Renzo ancora fuggiasco e latitante per il suo coinvolgimento nei tumulti milanesi, temporaneamente riparato nel ducato di Mantova, inizia una corrispondenza con Agnese, la madre di Lucia.
Nel passo in questione Manzoni ci informa come Renzo non fosse analfabeta ma, pur con lentezza, sapesse leggere. E come nello scrivere, rispetto alla lettura, avesse molte più difficoltà:

“lo stampato lo sapeva leggere, mettendoci il suo tempo; lo scritto è un altro par di maniche”

Tuttavia l’espressione non è un’invenzione di Manzoni. Probabilmente la grande fortuna popolare del romanzo contribuì a diffonderla (non a caso è proprio in seguito alla pubblicazione de “I Promessi Sposi” che il modo di dire comincia a essere usato negli scritti in maniera frequente), ma le sue origini precedono di molti secoli la stesura del capolavoro dello scrittore.
Le origini del detto vanno ricercate in epoca medievale (o rinascimentale), e riguardano l’ambito dell’abbigliamento.
In quei tempi infatti gli abiti, soprattutto quelli femminili, avevano le maniche intercambiabili. In epoche in cui era molto raro avere la possibilità di possedere più vestiti, l’intercambiabilità delle maniche dava l’illusione di variare il proprio guardaroba senza utilizzare tutta la stoffa e senza sostenere tutti i costi gravosi che comportava un abito intero.
Basta guardare i ritratti del tempo per accorgersi che quasi sempre le maniche sono di fattura e colore diversi rispetto al resto del vestito.
Mettersi “un altro paio di maniche” significava quindi abbellirsi, migliorare il proprio aspetto esteriore. E poi, per estensione, avrebbe indicato un generale miglioramento della situazione.

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