Le giunte PD non smettono di stupire

l’ultima “genialata” di Nardella a Firenze: Santa Maria Novella affittata per una cena vip

Sembra il copione di un filmaccio dei Vanzina, di un cinepattone scollacciato. Invece è tutto tragicamente vero.
Dopo che l’ex sindaco e attuale premier e segretario PD Matteo Renzi aveva “venduto” Ponte Vecchio per una serata di gala della Ferrari, Nardella va oltre e CHIUDE PER UN’INTERA GIORNATA TUTTO IL COMPLESSO ECCLESIASTICO DI SANTA MARIA NOVELLA per AFFITTARE la sala capitolare trecentesca del CAPPELLONE DEGLI SPAGNOLI agli americani della banca d’affari MORGAN STANLEY, che ha organizzato all’interno della sala una CENA ULTRAESCLUSIVA per 120 ELETTI.
Costo dell’operazione: 20mila euro.
Viene da chiedere, nell’ordine:
1) ma è davvero possibile che il SEMPLICE ESSERE RICCHI possa permettere la CHIUSURA AL MONDO INTERO (perché di mondo intero si tratta, viste le maree di stranieri provenienti da ogni dove che tutti i giorni vengono ad ammirare le meraviglie fiorentine) di uno DEI PATRIMONI DELL’UMANITA’?
2) se Nardella, e la sua giunta, si dicono SERENI e CONVINTI DI AVER AGITO PER IL MEGLIO (i soldi incassati verranno reinvestiti, pare, nel restauro della chiesa stessa), perché si è fatto in modo che NESSUNO NE SAPESSE NIENTE FINO AL FATTO COMPIUTO?
3) perché allora, il giorno della chiusura, si è pensato bene di MENTIRE SPUDORATAMENTE a TURISTI e FIORENTINI, esponendo cartelli che giustificavano la chiusura adducendo misteriosi MOTIVI ECCLESIASTICI?
Infine:
arte e cultura, non c’è bisogno di dirlo, rappresentano il PRINCIPALE PATRIMONIO FIORENTINO, e l’arte e la cultura, almeno quelle perdio, APPARTENGONO AL MONDO INTERO; quella invece dell’AFFITTO A INIZIATIVE PRIVATE, ELITARIE ED ESCLUSIVE di MONUMENTI E PATRIMONI ARTISTICI, sembra essere una PRECISA POLITICA PERSEGUITA da NARDELLA&CO, visto che questo sabato il FORTE BELVEDERE è già stato affittato per le NOZZE VIP del rapper KANYE WEST con l’attrice KIM KARDASHAN.
Non aggiungo altro, a parte l’indignazione, a parte il grido per un vilipendio e uno stupro della cultura che andrebbe impedito, denunciato, fermato.
“L’intelligenza non avrà mai peso/ nel giudizio di questa pubblica opinione”, scriveva quarant’anni fa Pier Paolo Pasolini. Ma Pasolini è stato assassinato nella maniera più assurda e atroce senza che il mondo avesse saputo ascoltarlo. Così come oggi, per l’ennesima volta, cade assassinata, nell’indifferenza più agghiacciante, l’intelligenza.

RL

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