La Storia non siete voi

Oggi è il 25 aprile.
Che non è una ricorrenza generica, non si festeggia la libertà in quanto tale, ma solo e soltanto la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, da vent’anni di dittatura fascista e da due anni di occupazione nazista avvenuta con il contributo determinante di Mussolini e dei repubblichini di Salò.
Solo e soltanto la Liberazione dell’Italia dal nazisfascismo.

E non è un errore, la ripetizione è voluta.
Perché come al solito, come ogni anno (e forse quest’anno ancora di più), arriva puntuale l’alzata d’ingegno di qualcuno che, da destra (ma, ahimè, non solo), propone di “revisionare” il 25 aprile, trasformarlo, dargli altra valenza e altro significato.
In un festa di tutti, ad esempio, laddove per tutti si intendono anche i fascisti.
Oppure, come qualcuno ha proposto quest’anno, addirittura in un’occasione per ricordare le vittime di tutte le guerre e le vittime del Covid-19.

Mi dispiace, ma no.
Assolutamente no.
Capisco l’imbarazzo della destra italiana nei confronti di una festa che la obbliga a fare i conti con la Storia di questo paese (conti salatissimi tra l’altro, per una fazione politica che, dichiarandosi unica custode del patriottismo, cerca goffamente di difendere, giustificare e riabilitare chi la Patria la distrusse), ma davvero no, non si cambia il significato del 25 aprile, né ora né mai.

Incapaci di revisionare loro stessi, cercano di revisionare il passato.
Ma la Storia, cantava il poeta, non si ferma davvero davanti a un portone. La Storia dà torto o dà ragione, implacabilmente. E impedisce lo scempio che ogni anno si cerca di fare del 25 aprile.

Che, evidentemente, non è né potrà mai – MAI – essere la festa “di tutti”, semplicemente perché è impossibile – IMPOSSIBILE – mettere sullo stesso piano chi lottava per la libertà e la democrazia e chi, invece, scelse di lottare per la violenza, l’intolleranza, la dittatura.
Risparmio di spiegare perché: più della mia voce, di sicuro noiosa e pedante, c’è la voce della Storia a farlo.

Quella Storia che ogni anno qualcuno cerca ignobilmente di soffocare.
Ma che ogni anno, ostinatamente, continua a resistere.
Oggi come allora.

Buon 25 aprile,
a tutti voi che state dalla parte della Storia.

RL