Un film e una città

La maggior parte dei film sono semplicemente ambientati in un luogo, un quartiere, una strada, una città.
Poi ce ne sono alcuni, pochissimi, che sono quel luogo, quel quartiere, quella città, ne raccontano l’anima più profonda, le viscere più autentiche, i respiri più segreti e veri. Quei film in cui la città si specchia e si riconosce, che ogni cittadino si mette addosso senza nemmeno accorgersene, dove ognuno ci si identifica senza nemmeno pensarci. Quei film che ognuno porta in giro come la propria pelle, che sa a memoria senza bisogno di rivederlo.
Ecco. “Amici miei” per Firenze è tutto questo. E molto altro ancora.
E ieri sera Firenze era in massa in una piazza Santo Spirito stracolma come mai a brindare ai 40 anni di “Amici miei” e ai 100 del maestro Monicelli. A rivedere proiettato sulla facciata della Chiesa questo film immortale, a piangere e ridere per il funerale del Perozzi, per le supercazzole del Mascetti, per la cacatella longa longa, per la visione della Madonna, lo stronzo gigante, la suora strega che prima si converte e poi…
Un’atmosfera magica e indescrivibile.
Era Firenze che si guardava allo specchio.
Era quella Firenze che oggi, a venirci da turisti, sembra scomparsa ma che a viverci la ritrovi dietro ogni angolo.
Era ogni fiorentino commosso per vedersi in quello schermo.
Una splendida, straziante, fiorentissima serata.
Grazie Firenze amore mio…

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