Il verbo studiare

Ho sempre pensato che il mio lavoro, che è quello dell’insegnante, consistesse principalmente nel capire chi ti siede di fronte. Ho sempre considerato il verbo ‘studiare’ nella sua accezione latina, ‘studere’, cioè “appassionarsi di qualcosa”. Ho sempre creduto che le passioni dei ragazzi, scolastiche e non, andassero incoraggiate fino alla sfinimento. Ho sempre pensato che studenti che, per esempio, suonano degli strumenti, vadano sostenuti e incoraggiati con tutte le forze, e sono stato sempre orgoglioso di andare a vedere i loro concertini, i loro saggi, qualsiasi cosa fatta da loro, nei pub, nei circoli e nei locali sparsi ai confini del mondo. In questi (pochi) anni ho sopportato tutto: provveditorati grotteschi, burocrazie infernali e mortificanti, ministeri ridicoli, finanziarie suicide per l’istruzione. Però, sentirmi accusare dai miei stessi colleghi di avere un rapporto troppo stretto con i miei studenti, di incoraggiarli troppo nelle loro passioni extrascolastiche, di essere troppo ‘dalla loro parte’….bè, è triste, è veramente molto ma molto triste. La cosa più triste che mi sia mai capitata nel lavoro…così triste che mi fa chiedere, davvero, che senso abbia alla fine tutto questo….