La Buona Scuola: i numeri probabili

La Buona Scuola è la riforma in assoluto più sbandierata e annunciata da Matteo Renzi durante l’intera durata del suo mandato.
Presentata come un’autentica rivoluzione dell’intero sistema scolastico, come il motore stesso della “svolta” per far ripartire l’intera nazione, e soprattutto presentata come la definitiva (e sacrosanta) stabilizzazione e assunzione di ben 180mila precari della scuola, domani approderà in parlamento sotto forma di DDL.
In attesa della presentazione ufficiale, con tutti i benefici del dubbio possibili e con la riserva delle sorprese dell’ultimo minuto, il contenuto del DDL sembra – purtroppo – un po’ più che scontato. Nel dettaglio:
1) solo un Decreto Ministeriale avrebbe potuto garantire l’assunzione di 180mila precari (140 mila subito, dal 1 settembre 2015, e altri 40 mila da nuovo concorso da bandire entro il prossimo autunno). Ma appena sette giorni fa, tra lo stupore generale (e soprattutto tra lo stupore del Ministro Giannini, dichiaratasi all’oscuro di tutto – almeno Berlusconi i suoi ministri li informava degli abomini che aveva intenzione di combinare, Renzi manco quello), Renzi ha annunciato che il Decreto sbandierato e annunciato da mesi, non c’era e non ci sarebbe mai stato. Al suo posto, appunto, un DDL dai contorni ancora incerti da discutere in Parlamento;
2) un DDL, anche se con iter brevissimo, vale a dire senza ostruzionismi di sorta (ma ci pare un’ipotesi assolutamente improbabile), prevede tempi di discussione e di attuazione che non combaciano affatto con quelli richiesti: l’anno scolastico inizia inderogabilmente il 1 settembre, ergo l’assunzione dei 180mila deve avvenire necessariamente entro il 31 agosto 2015, vale a dire tra cinque mesi e mezzo. Troppo poco per chiudere pratiche delicate e intricate come quelle relative alla stabilizzazione dei precari della scuola.
3) se il DDL non dovesse giungere in porto entro i tempi strettissimi richiesti da Renzi (il 15 aprile), il Premier ha già preso in considerazione l’ipotesi di ricorrere a un decreto d’urgenza, ma anche in quel caso i tempi tecnici non ci sarebbero: al decreto dovrebbero seguire i lavori dei Provveditorati Regionali e quindi di quelli Provinciali, la conclusione delle procedure della Mobilità dei docenti già in ruolo e quindi la compilazione, da parte delle segreterie, degli effettivi posti vacanti e disponibili, e solo a quel punto procedere con le nuove assunzioni. Una trafila che già in tempi “normali” richiede nel suo complesso sei mesi. Nel caso di un’assunzione straordinaria come questa occorre almeno il doppio del tempo.
4) infatti, nonostante l’assunzione di 180mila precari sia cosa legittima cui provvedere al più presto, alla base c’è un problema irrisolto di numeri, vale a dire che se prima non si procede a una riforma sostanziale degli organici e delle composizioni delle classi, anche avendo a disposizione il tempo richiesto le assunzioni restano impossibili da attuare. Vediamo perché. Lo slogan della Buona Scuola parla di 180mila docenti subito assunti. In realtà a questi 180mila bisogna toglierne 40mila, quelli cioè che verrebbero assunti dal prossimo Concorso Ordinario, con decorrenza quindi a partire dal 1 settembre 2016, e non 2015. Il 1 settembre dovrebbero essere assunti quindi “solo” 140mila precari, ma i posti vacanti sono circa 90mila, con un disavanzo di 50mila docenti che, una volta assunti, sarebbero comunque senza cattedra. Per colmare questa lacuna, la Buona Scuola – oltre all’ampliamento dell’Organico di Diritto – parla della creazione di un Organico Funzionale permanente. Cosa significa? Significa che questi 50mila docenti verrebbero impiegati non nella loro materia, ma nelle attività “funzionali” della scuola: corsi di recupero, tutoraggio d’aula, altri corsi pomeridiani, supplenze brevi e sostituzione interne di altri docenti. Non potendo però garantire che una sola scuola possa essere in grado di mettere a disposizione al docente “funzionale” l’orario minimo di lezioni settimanale che conporta la formazione di una cattedra (18 ore), la Buona Scuola prevede la creazione di una “rete di scuole”. Vale a dire che ogni docente assunto su organico funzionale, sarebbe contemporaneamente assunto (e spezzettato) su più scuole diverse a seconda dell’occorrenza. Al di là della follia (almeno a me sembra una follia) dell’organico funzionale e della rete di scuole, resta il fatto che i lavori per l’ampliamento dell’organico di diritto, la creazione dell’organico funzionale e della rete di scuola, non sono nemmeno iniziati. Se aggiungiamo tutto questo agli iter già ricordati precedentemente, è facile accorgersi come siamo ampiamente fuori tempo massimo.
5) quale sarà allora la conclusione? Con ogni probabilità, il 1 settembre del 2015 non saranno assunti né 180mila precari (come sbandierato dall’inizio), né 140mila (come sbandierato in seguito), né 90mila (cifra corrispondente alle effettive cattedre vacanti e cifra sbandierata in queste ultime settimane). Con ogni probabilità le assunzioni si aggireranno attorno alle 50mila unità, vale a poche migliaia in più (guadagnati dall’ampliamento forzato dell’Organico di Diritto) rispetto alle fisiologiche assunzioni su scala nazionale che avvengono ogni anno, dovute cioè ai posti lasciati liberi dai pensionamenti. Tanto rumore per nulla, verrebbe da dire. Una serie infinita di promesse che hanno giocato con le legittime aspirazioni di vita di un numero incalcolabile di famiglie per poi ritrovarsi, di nuovo, con la solita miseria di assunzioni annuali.
6) chi saranno i 50mila fortunati? 40Mila saranno assunti dalle graduatorie permanenti (che quindi non verranno né svuotate, né eliminate, come promesso inizialmente dalla Buona Scuola); 10mila invece saranno i vincitori del Concorso Ordinario del 2012 che, benché aventi diritto da due anni, sono ancora senza cattedra. Ma nemmeno con l’assunzione di questi 10mila verrà svuotata la graduatoria del concorso: restano fuori dall’assunzione gli idonei non vincitori, alcune migliaia di docenti inizialmente esclusi e poi riammessi da una sentenza del TAR. Ricordiamo che quel concorso (che il sottoscritto ha avuto la fortuna di vincere e la fortuna doppia di essere tra quelli ad avere la cattedra “quasi” subito) aveva garantito le cattedre a tutti i vincitori spalmate su due anni: 2013 e 2014. Ci vorranno anche il 2015 e il 2016 (e forse il 2017) per esaurire definitivamente quelle graduatorie.
7) E gli altri 130mila? 65Mila, assicura la Giannini (ma come facciamo a crederle?), saranno sicuramente assunti il 1 settembre 2016, e saranno gli idonei del Concorso 2012 (le cui graduatorie verranno forse esaurite) e altri delle Graduatorie permanenti (che quindi nemmeno nel 2016 verranno svuotate e soppresse). Per gli altri 65mila il famoso nuovo concorsone, che verrà bandito l’autunno prossimo. Ma attenzione. Prima di tutto, il concorso metterà a disposizione – dice sempre la Giannini – 40mila posti, quindi che ne sarà dei 25mila eccedenti resta un mistero. Inoltre, se nel 2016 e nel 2017 le Graduatorie Permanenti e forse le Graduatorie Idonei del Concorso 2012 saranno ancora presenti, quindi la Graduatoria del Nuovo Concorso si sovrapporrà a queste creando nuova confusione e nuove recriminazioni. Infine: tutti questi numeri non tengono conto dei “nuovissimi” aspiranti docenti, tutti coloro che l’anno prossimo saranno freschi di abilitazione TFA. Loro dove li mettiamo? Chi glie lo dice che hanno sostenuto tre prove d’esame, un anno di corso e tirocinio, speso soldi in quantità industriale e che almeno fino al 2018-2019 non hanno alcuna possibilità né di assunzione a tempo indeterminato né a tempo determinato?

E Renzi continua a chiamarla Rivoluzione…

p.s.: se a leggere vi è venuto il mal di testa, pensate a me che lavoro nella scuola da dieci anni…