Che inizino le danze

Quella che si apre oggi, con la prima seduta del parlamento della nuova legislatura, è una partita molto più che complicata, dai contorni assai incerti e dove, letteralmente, tutto può succedere.
Per questo commentarla e analizzarla è davvero arduo. Fare previsioni poi, è a questo punto decisamente impossibile.
La fumata nera di ieri, proprio quando l’accordo che prevedeva la presidenza della camera ai Cinquestelle e quella del senato al centrodestra sembrava cosa fatta e conclusa, era ad ogni modo prevedibile. Per certi versi scontata, visto che era sinceramente impensabile che Di Maio e i suoi potessero accettare il nome di Paolo Romani.
Ad ogni modo, le infruttuose trattative di questi giorni sono servite a palesare come, al momento, tutte le forze politiche giochino a ingabbiare le altre e, contestualmente, a non finire con le spalle al muro.
L’apertura di Silvio Berlusconi a un esecutivo con i Cinquestelle, all’apparenza una scelta folle e del tutto illogica, punta proprio ad arrivare all’ovvia indisponibilità di Di Maio a trattare con il leader forzista. Il tutto per far uscire allo scoperto Salvini e metterlo di fronte a un bivio: o dimostrare fedeltà a una coalizione che sempre più si sta dimostrando tutt’altro che unita, e quindi non poter fare a meno di Forza Italia, oppure assumersi la responsabilità della rottura del patto elettorale e trattare separatamente con i Cinquestelle.
D’altra parte anche Di Maio gioca a ingabbiare gli avversari: insistendo sul volere un confronto con il solo Salvini, punta a indebolire il centrodestra. Che però, nel caso in cui la situazione attuale non trovasse sbocchi, avrebbe i numeri per eleggere da solo il presidente del senato al quarto scrutinio. A meno che non sia proprio questo ciò a cui tutti puntano ad arrivare: fare in modo che l’elezione di Romani, o chi per lui, sia esclusiva responsabilità del centrodestra e sbloccare così la situazione senza rinnegare i propri principi.
Infine il PD, tecnicamente fuori dalla partita per stessa decisione del suo stato maggiore. Ma attenzione: niente esclude che questa situazione di stallo, all’ultimo momento, non consenta ai Dem di rientrare in gioco strappando una vicepresidenza.
Oggi pomeriggio si apriranno le danze. Stando alle ultime indiscrezioni al primo scrutinio i Cinquestelle voteranno Fico mentre tutte le altre forze scheda bianca.
Salvo un’ennesima clamorosa sorpresa, difficile che accada qualcosa prima di domani.
E difficile, anche una volta chiusa la partita delle presidenze, che si spiani la strada alla formazione di un governo. Obiettivo che, più passano le ore, appare sempre più lontano.

#specialeElezioni2018
#resistenzeRiccardoLestini

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *