Il significato della parola autonomia

Le percentuali sull’affluenza alle urne servono soprattutto ai giornalisti per occupare il tempo e lo spazio in attesa che arrivino gli exit poll e, soprattutto, le prime proiezioni.
Appena è possibile ragionare di vincitori e vinti, soprattutto appena è possibile sentire le voci e i commenti di vinti e vincitori, il numero dei votanti diventa un dato sempre più secondario fino a sparire quasi del tutto dalle cronache.
Ma in un referendum consultivo, che non ha alcuna valenza effettiva in termini di legge ma che serve esclusivamente a fornire indicazioni e orientamenti, quello sull’affluenza resta il dato centrale, il più importante, l’unico realmente decisivo e, di conseguenza, l’unico da spendere in termini politici.
Così quel rotondo e abbondante 60% di cittadini veneti che domenica sono andati a votare per l’autonomia della propria regione, pur non producendo alcun effetto legislativo, ha – e soprattutto avrà – un peso politico enorme.
Zaia (a differenza di Maroni, visto che in Lombardia, viceversa, l’affluenza è stata ben al di sotto delle aspettative) al momento di aprire le trattative, forte di questi numeri, avrà tutte le carte in mano.
E, c’è da scommettere, otterrà molto più di qualcosa. Del resto, la traduzione delle cifre in conclusioni politiche è netta e inequivocabile: i veneti vanno a votare più per l’autonomia che per le riforme costituzionali. Forse (ma per questo bisogna aspettare primavera) anche più che per le politiche.
Ciò che invece è tutt’altro che netto e tutt’altro che inequivocabile, è qual è il significato e il contenuto della parola “autonomia”. Soprattutto, che significato e che contenuto ne dà quel 60% di elettori.
Autonomia è uno di quei termini vertiginosi che contengono miriadi di significati e miriadi di interpretazioni possibili, soprattutto in politica e soprattutto di questi tempi.
Quale che sia lo sbocco legislativo che deriverà da questa consultazione, di certo andrà ad incidere nell’assetto dell’intera nazione.
Così come è certo che una parte quanto meno importante di quel 60% per autonomia intenda indipendenza.
Inevitabile che sia così. Nel paese del campanilismo comunale esasperato e della logica medievale delle Signorie, l’attaccamento alla Serenissima supera sempre, e di gran lunga, quello al Tricolore.
E la Lega, a parte gli improvvisi e improbabili rigurgiti patriottici di Salvini, è nata, e si è fatta forte, proprio su questi presupposti.

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