Hanno detto di “Amore e disamore”

Qui di seguito, una selezione delle principali recensioni e dei principali commenti detti e/o scritti su “Amore e disamore”  al momento della sua uscita…

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AMORE E DISAMORE, di Tommaso Chimenti (giornalista)

Assomiglia a Ascanio Celestini. Ha lo stesso pizzo, lo stesso piglio. E’ autore ed attore teatrale. Dopo la splendida presentazione del suo primo romanzo “Amore e disamore” all’interno del festival letterario Scrittori al Castello a Calenzano alto, diretto dallo scrittore Emiliano Gucci, Riccardo Lestini si fa conoscere e non è più un mistero. Disponibile, simpatico, dolce. Capelli arruffati ed occhiali storti, ma parole precise che arrivano a toccare le corde più nascoste, ma senza malizia, a stupire per la semplicità, ma mai da scambiarsi con banalità. Lestini è tutto qui, quando dice che adesso, così prima di addormentarsi sul comodino accanto alla abatjour ha l’Iliade. Ma lo dice senza presunzione né presupponenza, quasi vergognandosi dell’affermazione. Timido ma dalla voce profonda e schietta da attore. Attore che, anche se non ancora conosciuto al grande pubblico, ma c’è solamente da aspettare, ha collezionato oltre centocinquanta repliche in tre anni del suo lavoro scenico “Con il tuo sasso”, ricostruzione-processo al caso Carlo Giuliani al G8 genovese targato 2001. Uno che con il teatro apriva i concerti dei Modena City Ramblers.

Amore e disamore” è una lunga carrellata, un diario di bordo, potremmo chiamarlo “romanzo di formazione” di un diciassettenne e della sua crescita fino ai ventotto anni. Molto autobiografismo. I nomi di donne citate non sono arroganza machista e maschilista ma estremo amore ed attenzione alle cose, alle persone, ai sentimenti, alla parte più fragile e debole. Perché Francesco, il protagonista del libro, ed un po’ anche Riccardo, che a volte coincidono, è alla ricerca più che dell’amore assoluto della pace interiore. E’ per questo che i suoi “amori” si trasformano in “disamori”, si consumano, senza squallidume post moderno però, si sciupano senza un perché, così come sono nati, si dileguano, si sviliscono, mutano in abbandoni, deflorandosi, quasi esplodendogli tra le mani. Perché l’Amore, con la maiuscola d’obbligo in questo caso, è una bomba ad orologeria che sconvolge (se non sconvolge e non è totale e totalizzante che amore è?), da trattare con la necessaria delicatezza, ma anche con la debita risolutezza e decisione. Per innescarla e rotolare nel vortice e lasciarsi andare, per disinnescarla e correre ai ripari quando la paura è più grande del piacere, quando il dolore sopravanza e batte cassa. Segnatevi il nome, fatene un circoletto rosso. Andate a vederlo quando sarà nella vostra città.

Voto 8

(vai all’articolo originale)

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Amore e disamore” è un romanzo in venti puntate, venti istanti, venti fotografie. Venti attimi e innumerevoli amori: amori sbagliati, amori brevissimi, amori intensi, amori soltanto sognati, amori mai accaduti. Venti frammenti di vita in cui il giovane protagonista, Francesco, attraverso i suoi amori, le sue donne, la sua potente solitudine e il suo disperato bisogno d’amore, cerca e si cerca, fantastica e sogna, si perde e si ritrova. Venti episodi in cui le storie d’amore di Francesco nascono, finiscono, si perdono, s’intrecciano e si rincorrono. Francesco è un ragazzo come tanti, come tutti. E come tutti annaspa, si dibatte, passa notti insonni cercando e cercando, annega, risorge, in un percorso di cadute e risalite, corse e rincorse, amori e disamori.

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