Il pirata Barbagrossa (teatro bambini)

Il mio percorso di insegnante di teatro (ma diciamo pure di insegnante in genere) iniziò con i bambini.
Con quei bambini che più bambini non si può… con i bimbi della scuola materna.
Con questa fascia d’età e con questo ordine di scuole ci ho lavorato per tre anni molti intensi. Un’esperienza fenomenale, per moltissimi motivi.
Lasciamo stare lo scoprire sulla mia pelle l’importanza incredibile del teatro come pedagogia (chiediamoci tutti: perché i corsi di teatro non sono OBBLIGATORI in tutte le scuole dell’obbligo?), lo scoprire come può essere, per i bambini e per i ragazzi, un’esperienza decisiva di crescita e scoperta. E lasciamo pure stare l’aver scoperto quanto per me fosse importante l’insegnamento. Lasciamo stare tutte queste cose.
Lavorare con i bambini fu determinante proprio in senso teatrale stretto: la loro energia, il loro essere attori naturali, nel corpo e nella voce, spalancò praterie di suggestioni… come a tutti i miei allievi, devo tantissimo a quei bambini: ho sicuramente imparato più io di loro.

IL PIRATA BARBAGROSSA  – favola pressoché sconosciuta, che stavolta non scelsi io, ma decisi di mettere in scena poiché faceva parte del percorso didattico deciso dalle maestre – lo mettemmo in scena al termine del laboratorio con la SCUOLA MATERNA DELL’ANTELLA, nell’hinterland fiorentino, portando sul palco circa 70 bambini dai 3 ai 5 anni. E fu riproposto, l’anno dopo, alla SCUOLA MATERNA SAN GREGORIO, a Firenze.
Fu importante azzardare e sperimentare… mentre i più piccoli, ovviamente, svolgevano un lavoro esclusivamente con il corpo, con i più grandi riuscimmo a mettere in piedi dei veri e propri dialoghi.

Da un punto di vista drammaturgico, impostai tutto il lavoro sull’avventura. La tematica marinaresca offrì soluzioni sceniche e gags a non finire. Un divertimento unico…

La produzione di questo spettacolo fu della cooperativa ARC EN CIEL, di Firenze.

Messa in scena (Antella): 30 maggio 2004
Messa in scena (San Gregorio): 29 maggio 2005