Il gatto con gli stivali (teatro bambini)

Il mio percorso di insegnante di teatro (ma diciamo pure di insegnante in genere) iniziò con i bambini.
Con quei bambini che più bambini non si può… con i bimbi della scuola materna.
Con questa fascia d’età e con questo ordine di scuole ci ho lavorato per tre anni molti intensi. Un’esperienza fenomenale, per moltissimi motivi.
Lasciamo stare lo scoprire sulla mia pelle l’importanza incredibile del teatro come pedagogia (chiediamoci tutti: perché i corsi di teatro non sono OBBLIGATORI in tutte le scuole dell’obbligo?), lo scoprire come può essere, per i bambini e per i ragazzi, un’esperienza decisiva di crescita e scoperta. E lasciamo pure stare l’aver scoperto quanto per me fosse importante l’insegnamento. Lasciamo stare tutte queste cose.
Lavorare con i bambini fu determinante proprio in senso teatrale stretto: la loro energia, il loro essere attori naturali, nel corpo e nella voce, spalancò praterie di suggestioni… come a tutti i miei allievi, devo tantissimo a quei bambini: ho sicuramente imparato più io di loro.

IL GATTO CON GLI STIVALI lo mettemmo in scena al termine del laboratorio con la SCUOLA MATERNA PAIDA, a Firenze, portando sul palco circa 90 bambini dai 2 ai 5 anni.
Fu importante azzardare e sperimentare… mentre i più piccoli, ovviamente, svolgevano un lavoro esclusivamente con il corpo, con i più grandi riuscimmo a mettere in piedi dei veri e propri dialoghi.

Da un punto di vista drammaturgico, impostai tutto il lavoro sul discorso della fiducia in se stessi, e del non rassegnarsi mai alle sconfitte.

La produzione di questo spettacolo fu della cooperativa ARC EN CIEL, di Firenze.