Addio Stefano

Apprendo in questo momento della morte, a soli sessant’anni, di Stefano Di Marino.
Ora non so quanti di voi lo conoscessero attraverso uno dei suoi moltissimi pseudonimi (Stephen Gunn il più famoso) o quanti non lo conoscessero affatto.
In ogni caso era un grande, grandissimo scrittore.
Un maestro, una di quelle penne mostruose da cui c’è soltanto da imparare. Imparare la tecnica, il mestiere, l’invenzione, la costruzione degli intrecci…
Purtroppo in pochi lo ricorderanno.
Stefano aveva il difetto di essere uno scrittore “di genere” – horror, thriller, noir – una terra da sempre, in Italia, catalogata come “minore” e “popolare” (come se popolare fosse un insulto), assurdamente liquidata dall’Olimpo della Cultura con snobismo e disprezzo. Lasciata lì, nel dimenticatoio, stritolata tra i libracci studiati a tavolino per sfruttare le mode social del momento e i salotti inaccessibili della “Grande Letteratura”.
Moriremo di puzza sotto il naso e di smania di essere alla moda.
E grandi libri scritti con forza e mestiere, come quelli di Stefano, continueranno a sbocciare nel più assordante dei silenzi.

Buon viaggio, Maestro.

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