Scuola e vaccinazione

A quanto mi risulta, dopo il personale sanitario e insieme alle forze dell’ordine, quella dei docenti è la categoria lavorativa attualmente più coperta dal vaccino.
Infatti ricordo le polemiche, quando a febbraio aprirono le prenotazioni. Del tipo: i docenti sono i soliti privilegiati, tre mesi di ferie e vaccino… e allora questi? E allora questi altri?
A scuola mia ad esempio, con un rapido conto a spanne, mi risulta vaccinato circa il 90% del corpo docente (restano fuori soggetti fragili e colleghi che hanno contratto il Covid).
Lasciando tuttavia da parte il caso specifico di scuola mia, su scala nazionale Figliuolo parla di circa 200mila docenti non vaccinati. Considerando che, comprese le private, gli insegnanti sono poco più di un milione, il conto è facile: quasi l’80% di tutto il corpo docente nazionale è immunizzato. Se poi pensiamo che nel 20% mancante vi sono anche quelli che non potranno comunque vaccinarsi (soggetti fragili e guariti di recente dal Covid), la percentuale è decisamente alta.
Ora, magari ingenuamente, mi chiedo: date queste premesse, perché mai tra le priorità indicate nell’ambito dei nuovi provvedimenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria, svetta la vaccinazione del corpo docente?
In altri termini: quale valore risolutivo può avere la vaccinazione obbligatoria per una categoria in larghissima parte già inmunizzata con doppia dose?
E nel merito specifico della scuola in sicurezza, cosa cambierebbe rispetto a maggio/giugno, quando appunto i docenti erano già per la più parte vaccinati e gli studenti, ovvero l’80-90% dei fruitori degli ambienti scolastici, no?
Non è che per l’ennesima volta si sta usando la scuola come distrazione di massa per coprire altre magagne e scaricare su chi ci lavora colpe, responsabilità e frustrazioni varie?

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