Storia della letteratura italiana (a mio modesto parere, parte prima)

Storia della Letteratura Italiana (a mio modesto parere)
Il duecento generalmente mi annoia, anche e forse soprattutto lo Stil Novo. Il più grande del secolo è Iacopone, il più geniale Ciullo d’Alcamo.
Dante di un altro pianeta, fuori concorso, fantasmagorico senza aggiungere altro (e non aggiungo altro con orgoglio, perché se c’è un problema in Dante è che su di lui tutti si sentono in diritto di aggiungere qualcosa).
Ad ogni modo io sento più mio Petrarca, altro fuori concorso. E Boccaccio idem, che se il primo mi emoziona lui mi è di stimolo continuo.
Il cinquecento è sopravvalutato, le cose migliori stanno dove non batte mai il sole, ovvero Gaspara Stampa, che secondo me è la più grande poetessa di sempre. Ariosto mi diverte, ma il numero uno resta Tasso.
Il seicento è un secolo grandioso, Giovan Battista Andreini un drammaturgo meraviglioso che ci invidietebbero in tutto il mondo, se non fosse che per colpa di Benedetto Croce nessuno studierà mai.
Il settecento – italiano – un enigma, Goldoni dipende, Parini chissà, Alfieri anche meno. I libri più belli del secolo, quelli di Casanova e di Da Ponte.
Foscolo gigante assoluto, ma va preso a piccole dosi. Il romanticismo – italiano – un’accozzaglia di tromboni. Belli strepitoso, Manzoni prosatore e storico fuori dal comune.
Leopardi il più grande di chiunque e di tutti i tempi e di tutti gli spazi. Una statua per comune non basterebbe a rendere giustizia al suo genio.
(Continua… )

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