Vestita di nero

“E così, d’improvviso, mi sono ricordato quella sera… Lei aveva un vestito nero che in un certo senso mi aveva promesso. E ovviamente era bellissima. Bevemmo vino. Un’intera bottiglia di rosso. E tutto era perfetto. Anche il vento che ci spaccava le labbra, anche le mille parole inutili che ci gettavamo addosso. Forse soprattutto quelle erano perfette, perché rimandavano il momento e aumentavano il desiderio. A dismisura, come un’apnea insopportabile e necessaria. E quando finalmente accadde, il bacio, le mani, entrarle dentro… “
“No, aspetta… ma cosa stai dicendo? Mi hai sempre detto che non l’hai mai baciata… “
“Infatti è così. Non l’ho mai baciata e forse nemmeno l’ho mai vista. Nemmeno in sogno è successo niente. Pensa, stavo sognando quell’incontro e mi sono svegliato proprio un attimo prima che tutto accadesse… “
“E allora… “
“E allora tu puoi dire con ogni certezza che le fantasie non siano realtà? E poi cosa c’è di più sublime che ricordare cose mai accadute?”
(da “Romanzo in corso d’opera”)

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