A proposito di Angelini

A proposito di Angelini…
… che poi dico Angelini e parlo di Angelini – che seguo e mi piace – perché è nell’occhio del ciclone questi giorni, ma premetto che direi le stesse identiche cose di chiunque – anche di chi non seguo e non mi piace – si renda protagonista di un episodio simile e, soprattutto, con un medesimo epilogo.
Quindi diciamo Angelini ma intendiamo chiunque.
Ovvero… poche cose detesto come l’evasione fiscale, pochi reati mi risultano più fastidiosi. Se poi il tutto avviene, come nel caso specifico di Angelini, attraverso il lavoro nero, fastidio e spregevolezza raddoppiano.
Quindi, sull’episodio in sé, per l’imprenditore/musicista, non c’è se e non c’è ma. Un reato grave senza altro da aggiungere.
Un reato scoperto e sanzionato. Per fortuna, bisogna aggiungere, visto che il problema dell’evasione fiscale è che per la maggior parte resta sommersa e impunita.
Ma quindi in questo caso, accertata la frode e scattata la sanzione, il colpevole, ovvero Angelini, ha pagato il suo debito con lo stato.
Perciò, saldato il conto con la giustizia, in un sistema civile e penale avanzato come il nostro, fino a prova contraria si torna cittadini liberi. E nel pieno possesso dei propri diritti.
Quindi non si capisce proprio perché Angelini non debba più suonare in televisione. Cioè, non si capisce proprio perché non possa più fare il proprio lavoro. Che poi sì, certo che la scelta di abbandonare le scene e ritirarsi per un po’ è stata sua… ma non prendiamoci in giro: è stata una scelta obbligata dalla gogna mediatica cui è stato sottoposto. Lui e tutti quelli che gli ruotano attorno.
Una gogna davvero incomprensibile. Capirei se fossimo un popolo di giustizialisti, che vedono ogni reato come una condanna sofoclea da espiare attraverso scie tremebonde di sangue che perseguitano per secoli intere generazioni. Al contrario siamo un popolo stranissimo che perdona evasori fiscali che patteggiano con lo Stato ottenendo sconti e non versando milioni e milioni… che in più di un’occasione perdona addirittura assassini e stupratori.
No, proprio non si capisce.
A meno che la storia dell’evasione fiscale in realtà non importi a nessuno. E tutta sta storia sia solo l’ennesima occasione per sfogarsi e insultare il personaggio famoso caduto in disgrazia di turno, giusto per riscattare, da dietro una tastiera, la propria mediocrità di borghesi vili e incattiviti.

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