TV 1990 – “Mai dire gol”

Nel giugno del 1990 i palinsesti televisivi erano ovviamente stravolti dell’epopea mondiale. Già di norma totalizzante, figuriamoci in quel frangente che i mondiali si giocavano in casa nostra.
In RAI ovviamente occupazione militare dell’informazione pallonara, dai classici La Domenica Sportiva (che in barba al nome andava in onda 7 giorni su 7 e più volte al giorno), Dribbling, Studio Sprint ai programmi ad hoc, come Anteprima Mondiale, Notti Mondiali, Città da Mondiale e Io e i mondiali (quest’ultimo di Gianni Minà, ovviamente con taglio intellettual sorianesco e in onda a orari improbabili). Ma oltre il mondiale, piccoli grandi terremoti iniziavano a scuotere le fondamenta catodiche quei giorni: dal 4 giugno infatti, era sbarcata in Italia la soap per eccellenza, ovvero BEAUTIFUL, la saga dei Forrester e delle loro mascelle che ancora oggi non accenna a finire. Su RAI DUE se ricordate, che l’era di Ridge su Mediaset alle 14 sarebbe cominciata anni dopo. Partita subito col botto, in autunno avrebbe seppellito tutti i grandi classici del genere, da Quando si ama al super classico Dinasty. E, su sponda Mediaset che di lì a poco l’avrebbe comprata a suon di miliardi, avrebbe seppellito il cult anni 80 Dallas.
Tolto l’evento mondiale (che comunque avrebbe lasciato strascichi, ovvero programmi calcistici su tutte le reti, anche quelle private, a partire dal leggendario Pressing su Mediaset a Galagol su Telemontecarlo, condotto non dalla Parietti, ma dalle sue gambe) e tolto lo tsunami Beautiful, poche le novità dell’anno. Il decennio, televisivamente parlando, avrebbe portato la rivoluzione delle serie, ma ancora, nel 1990, in Italia e anche in tv, come più volte ripetuto si era ancora negli anni 80. Così, sul versante “serie” si annovera soltanto l’imbarazzante College, che nelle intenzioni degli autori avrebbe dovuto replicare i fasti de I Ragazzi della 3 C. Che era stato leggendario, ma doveva la sua aura esclusivamente al trash più sfacciato e radicale possibile, sintesi, appunto, degli anni 80. College non solo era la brutta copia, ma arrivava pure nel decennio sbagliato.
Le serie, quelle vere, iniziavano a spopolare oltre oceano, e da noi sarebbero arrivate solo dall’anno successivo.
Perciò il 90 televisivo fu di fatto stanca e trita prosecuzione degli 80, tanto in campo fiction quanto sul versante varietà.
Con questa meravigliosa eccezione: la follia goliardica e feroce della Gialappa’s Band che creò il loro capolavoro, il prodotto più riuscito e duraturo del loro repertorio: MAI DIRE GOL, un programma decisamente molto oltre la leggenda.
L’intuizione elementare e devastante: mettete in luce in maniera caustica e ragionata gli aspetti più grotteschi e involontariamente comici della più grande passione nazionalpopolare degli italiani, il calcio.
Semplice e geniale.
L’esordio di questa genialata avvenne proprio nel 1990.
Seguirono rubriche leggendarie – vai col liscio, le interviste impossibile – e una serie incalcolabile di tormentoni indimenticabili… ostico ma anche agnostico, non dire gatto se non ce l’hai nel sacco… e chi cambia canale è un sacripante!!!!

#anni90
#gliAnniNovantaInTV
#jukebox

https://youtu.be/gej8gfqUMyU?fbclid=IwAR3HVDaAVVNCBoaRsKEjg1hUZlXz7BUkQkSlSO4xTjF9rdX_wAAIZZf4wlg

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