Lo splendido Gorilla non c’è più

Sono immensamente triste oggi.
La notizia della chiusura di una casa editrice indipendente, agguerrita, libera e bella, è sempre funesta, ma questa per me lo è in modo particolare.
Perché Gorilla Sapiens Edizioni la amavo in maniera particolare. Al punto che, qualche anno fa, era in cima alla mia lista di desideri di scrittore. In poche parole, avrei voluto spedirgli il mio manoscritto ed essere pubblicato da loro. Ma i tempi erano sbagliati, in quei mesi avevano temporaneamente sospeso l’invio spontaneo di manoscritti e il mio romanzo prese altre strade e visse altre storie. Splendide, per fortuna. Ma l’amore per Gorilla Sapiens era davvero sincero e non vincolato alla mia vanità di pennivendolo. Così, non potendo essere loro autore, divenni comunque un loro accanito lettore.
Per questo, e per miliardi di altri motivi, questo post che annuncia la chiusura della bottega, scritto con quello stile sfrontato e coraggioso, corrosivo e passionale, leggero e vagante che li contraddistingue, fa più male di una coltellata.
Ci sarebbe tanto da dire e scrivere a proposito (l’ingiustizia, la lotta impari contro un mercato cannibale e monopolistico, la negazione a priori di un vero pluralismo editoriale, il gioco sporco dei colossi, l’indignazione sterile dell’olimpo della cultura che denuncia senza fare e sbraita senza combattere, l’educazione a comprare libri e a frequentare librerie indipendenti sempre più inesistenti… ). E sicuramente dirò e scriverò.
Per ora, comunque e tuttavia, volevo limitarmi a un piccolo immenso grazie. Da piccolo lettore e piccolo scrittore, grazie a Gorilla Sapiens per essere stato stimolo, incentivo, pungolo, detonatore di idee e pensieri. Per aver pubblicato libri bellissimi. Per averci creduto in ogni caso.
Per essere stato qualcosa di vero in questo osceno modo di cartone.

Grazie davvero,
Riccardo

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