U2 – “One”

E ci si comincia a innamorare.
Così, d’improvviso, in quel confine incerto e ballerino tra infanzia e adolescenza.
All’inizio sono solo batticuori a strappi, smanie senza forma, brevi e inspiegabili intervalli di tempo tra un gioco e l’altro.
Poi però arriva, per tutti… la pancia in subbuglio, il fiato corto… e la prima volta che ci si spezza il cuore, che bisogna fare i conti con lacrime infinite e inconsolabili.
Per me fu R., il primo amore e il primo dolore, capelli castani senza fine che piovevano sulla mia grammatica greca intrecciandosi alle alfa e alle epsilon, R. profumo di pioggia e menta, R. che ogni giorno sorgeva dalla nebbia alla fermata dell’autobus e che, nella stessa nebbia, spariva ogni giorno lasciandomi disarmato e innamorato.
R. che di me non ne voleva sapere e mi spezzò il cuore e non poteva essere altrimenti, perché avevamo la stessa età in quella stagione ridicola in cui una ragazza già soffia via i capelli dal viso come una donna e un ragazzo ancora si sbuccia le ginocchia come un bambino.
Era il 1991 ed era primavera, ma non smetteva un attimo di piovere il giorno in cui R. rispedì a casa i miei sogni facendo poltiglia del coraggio che avevo trovato chissà dove per dichiararmi.
Era la primavera del 1991. Ancora (ma mancava pochissimo) “Nevermind” e “Ten” non erano arrivati a salvarmi e a darmi molto più di un perché. In compenso era già arrivata, da qualche settimana appena, “One” degli U2.
E fu proprio lei, “One”, il porto sicuro in cui – il giorno in cui R. mi disse no, né ora né mai – rifugiai le mie lacrime di innamorato umiliato e sconfitto.
Proprio “One”, che amo tantissimo ma ancora oggi non ho capito bene di cosa parla… forse del rapporto tra Bono e suo padre, forse degli U2 che si stavano sciogliendo ma poi hanno ritrovato unità, forse delle due Germanie finalmente riunite dopo il crollo del muro, forse semplicemente d’amore.
Ma in ogni caso, parla sicuramente di respiro e pacificazione. Ovvero l’unica cosa di cui c’è bisogno, quando si scopre il rumore che fa un cuore quando si spezza.

Ai nostri primi amori, bianchissimi e disperati…

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