Edoardo Bennato e Gianna Nannini – “Notti magiche”

C’era Zenga-Bergomi-Ferri-Baresi-Maldini-Donadoni-DeNapoli-Giannini-Berti-Schillaci-Baggio, una delle nazionali più forti di sempre (la più forte?)… forte pure con Vialli che litigava coi pali e soprattutto con se stesso, con Mancini sbattuto in panchina senza alcuna possibilità di alzarsi, con Ancelotti con un ginocchio da buttare e con Carnevale che mandava affanculo l’allenatore…
C’era che faceva un caldo bestia, quell’estate lì e quelle maglie larghe, larghissime (valle a proporre oggi) e luccicanti (ma cos’era, raso???) che indossavano i giocatori parevano fardelli su cui versare ancora più sudore del dovuto…
E c’erano i polpacci di marmo di Matthaus, la genialità malinconica di Van Basten, i tedeschi dell’Inter e gli olandesi del Milan, gli jugoslavi fortissimi e scarsissimi, i brasiliani più strani di sempre, il meraviglioso Camerun di Milla che sfiorava la semifinale e l’Argentina di Maradona, la più scarsa di sempre ma che Re Diego portava comunque in finale, e che solo il rigore più inesistente della storia sarebbe riuscito ad abbattere…
C’era che si giocava in casa, in una cornice da brivido, e si giocava bene e si vinceva e si voleva e si doveva vincere…
C’era Schillaci che entrava e dopo due minuti sbloccava una partita maledetta contro l’Austria, saltando, lui alto un metro e un barattolo, tra due giganti viennesi beffandoli di testa…
C’era Schillaci che la buttava dentro anche a occhi chiusi… e che gli bastarono due primi piani con gli occhi spiritati e giganteschi per spaccarci il cuore e diventare Totò…
E poi c’era Giannini che faceva un gol pazzesco nel suo Olimpico e squarciava il caldo torrido della notte romana con un urlo gigantesco… e una difesa che non passavi manco a ucciderli e De Napoli che aveva sei polmoni e Donadoni sulla fascia che no, non lo trovavi manco in Brasile uno così… e poi Baggio, diosanto Roberto, praticamente un ragazzino ma già capace di innamorarci in quell’estate di polvere ed esami di terza media, Baggio senza codino che mette a sedere tutta la Cecoslovacchia segnando uno dei gol più belli di sempre…
C’era quella semifinale maledetta, l’uscita sciagurata di Zenga su Caniggia, quei supplementari surreali, la punizione di Baggio all’incrocio sventata da un miracolo impossibile, i soliti rigori maledetti e la pugnalata di Maradona nel suo San Paolo…
C’era che perdevamo un qualcosa che era impossibile perdere, c’erano le nostre lacrime di bambini che in quel rigore sbagliato da Donadoni dovevamo diventare ragazzi…
C’era che era Italia 90, per qualcuno l’ultimo atto degli anni 80, l’ultimo momento di una felicità inconsapevole e baraccona…
C’era che erano le Notti Magiche, i nostri quattordici anni, un caldo bestia, le cosce maciullate di zanzare, i baci che erano sferragliate d’apparecchio, le grida, le lacrime, un gol…

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