Pieni poteri

Per favore, lasciamo stare.
Del fatto che Salvini abbia usato l’espressione “pieni poteri”, non ne parliamo.
Soprattutto, non ci indigniamo, non facciamo paragoni storici con altre epoche e altri personaggi, non ricordiamo che le nostra costituzione non prevede in nessun caso il conferimento di ” pieni poteri”.
Non facciamo niente di tutto questo perché è esattamente ciò che Salvini vuole.
Una frase tutt’altro che casuale, tutt’altro che spontanea, tutt’altro che detta per ingenuità o ignoranza. Al contrario, studiata e calcolata a tavolino. Detta proprio con lo scopo preciso di farci indignare, di farci parlare di incostituzionalità, di farci fare paragoni a Mussolini e al ventennio.
E per poterci poi rispondere con frasi del tipo “mentre voi professori di sinistra mi fate la lezione sulla costituzione, io penso ai problemi del paese”, “mentre voi pensate a Mussolini, io penso all’Italia e agli italiani di oggi”.
L’ennesima bufala, l’ennesimo tranello di questo eterno presente privo di direzione e prospettiva, di questo abisso del nulla in cui Salvini sta trascinando tutti, sostenitori e contestatori.
Non permettiamoglielo.
Smettiamo di rispondere. E iniziamo a parlare per primi.

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