Il grande inganno

Quando Salvini dice di voler andare subito al voto, vi sta ingannando.
Infatti ha contemporaneamente annunciato di voler approvare la legge sul dimezzamento del numero di parlamentari proposta dai Cinquestelle, ben sapendo che una simile rifoma, se approvata, impedirebbe l’immediato ritorno alle urne.
Ergo, essendo matematicamente imppssibile avere entrambe le cose, o vi inganna riguardo la riforma, o vi inganna riguardo il voto.

Quando Salvini dice che farà nuove elezioni per il bene del paese, vi sta ingannando.
Sa bene, meglio di chiunque altro, che la decisione se sciogliere o meno le camere, votare o no, spetta solo e soltanto al presidente della repubblica.

Quando Salvini vaneggia della formazione di nuove alleanze parlamentari, vi sta ingannando.
Due volte.
La prima, quando dice che ci sono trattative in corso. L’ipotesi, infatti, resta altamente improbabile.
La seconda quando definisce qualsiasi nuova maggioranza “un tradimento della volontà popolare”, “un inciucio” e via dicendo… Sa bene, benissimo, che in una repubblica parlamentare quale è la nostra, le maggioranze, vi piaccia o no, si fanno appunto in parlamento. E ancora meglio sa che l’attuale maggioranza, quella di cui fa parte, quella che gli ha permesso di prendersi SETTE MINISTERI pur essendo la TERZA FORZA DEL PAESE, non è affatto espressione della volontà del popolo, ma di un accordo parlamentare.

Quando Salvini in queste ore sbraita contro il TAR del Lazio che non ha applicato il Suo Decreto Sicurezza, gridando allo scandalo, ai giudici schiavi della sinistra, vi sta ingannando.
Infatti sa molto bene che il TAR non ha commesso nessuna infrazione, ma ha semplicemente applicato la legge, visto che, lo dice la Costituzione (art. 10), il Diritto Internazionale in queste questioni sovrasta quello nazionale.

In generale, Salvini vi sta ingannando.
Più o meno tutti i giorni.
Sa benissimo che l’ordinamento costituzionale italiano non prevede in alcun caso la concessione di “pieni poteri”, ma li reclama lo stesso, solo per dare una di quelle prove muscolari che di questi tempi vanno tanto di moda, solo per provocare e distrarre, che di questi tempi sono azioni maledettamente efficaci.

Ma soprattutto, vi sta ingannando perché se i pieni poteri non esistono, lui in questi ultimi dodici mesi, cannibalizzando totalmente gli alleati Cinquestelle, ha goduto di poteri ampissimi.
Talmente ampi che, se avesse saputo vagamente governare, avrebbe potuto fare riforme a iosa.
Ma Salvini non è uno statista, è un piazzista, una bufala vivente, un furbo sborone, un abile venditore di fumo capace di annusare i tempi e assecondare l’eterna tentazione di questo paese nel cercare protezione dal boss del quartierino, dicendo alla gente esattamente quel che vuole sentirsi dire.

Salvini vi sta ingannando perché, semplicemente, in dodici mesi non ha fatto nulla.
Nulla.
Vi ha fatto credere che migranti e immigrazione fossero il male assoluto, la causa principe della crisi, non solo sapendo benissimo che così non era affatto ma, soprattutto, nemmeno in questo settore ha fatto alcunché, limitandosi a fare un’inutile voce grossa e a sfruttare a suo vantaggio le misure adottate dal ministro Minniti nel governo precedente.
Vi ha fatto credere di aver abolito la legge Fornero, quando in realtà ha soltanto concesso ad alcuni, per una finestra temporale limitata a tre anni, la famigerata quota 100.
Per il resto nulla, nulla di nulla.
Non ha fatto nulla in materia di autonomie e flat tax, che erano il vero quid del suo progrmma di governo.
Non ha fatto nulla in materia di lavoro, raggiungendo – con il suo giverno – un aumento della disoccupazione e una crescita complessiva pari allo zero.
Non ha fatto nulla in materia di tasse, che contrariamente ai proclami quotidiani non sono state tagliate.
Non ha fatto nulla per i giovani, per il futuro, per la ricerca, per frenare la fuga dei cervelli.
Non ha fatto nulla per quegli italiani che, nei suoi proclami quotidiani, vengono prima di tutto.

Non ha fatto nulla perché è il nulla.
Un nulla capace soltanto di stare in perenne campagna elettorale, di vivere di pane e slogan, di far finta di essere opposizione pur stando al governo, di chiedere il voto solo per mascherare la sua incapacità a governare.
Un Capitano da Commedia dell’Arte borioso e smargiasso, capace solo di gettarci in una furiosa guerra tra poveri da cui ogni giorno usciamo più poveri e più incarogniti.
Più miseri e disumani.

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