A che serve l’esame di stato

Ora che gli esami di Stato edizione 2019 si sono conclusi più o meno dappertutto, e ora che abbiamo avuto modo di testare e toccare con mano questa (ennesima) riforma, spero sia chiaro a tutti come la maturità, già da tempo alla deriva, sia diventata definitivamente e totalmente inutile.
Che sia chiaro almeno a noi docenti. Nel momento in cui lo capiranno anche gli studenti, smetteranno per sempre di studiare, visto che realizzeranno come quel che serve, per l’esame, non è tanto studiare, ma qualche gioco di furbizia.

Nel dettaglio:
– con il 40% del voto finale dipendente dalla somma dei crediti degli ultimi tre anni di scuola, un consiglio di classe mediamente “scafato” può tranquillamente “blindare” la promozione dei propri studenti, rendendo (quasi) impossibile la bocciatura, anche a fronte di un esame disastroso;
– le tanto temute “buste”, non solo non hanno creato difficoltà, ma addirittura si sono rivelate incredibili semplificazioni del colloquio, visto che lasciano al candidato totale carta bianca sulla scelta dei collegamenti e degli argomenti di cui parlare nelle singole materie; in sostanza, un ragazzo mediamente furbo può studiarsi due cosette e poi fare in modo di parlarne forzando i collegamenti, e anche se la commissione contesta il colllegamento o chiede altro, lui avrà sempre detto “qualcosa”, e nella maturità dove – per disposizione ministeriale – non contano le care vecchie CONOSCENZE, ma le nuove e misteriose COMPETENZE (ricordiamoci che il campo della competenza è vastissimo, compreso quella di saper arrivare a scuola con l’autobus), nessuno potrà bocciare il candidato che comunque è riuscito a parlare;
– l’unico effetto delle buste è stato quello di metterci ulteriormente in ridicolo e di renderci ancor più materia di barzelletta, con gli inevitabili momenti da “Lascia o raddoppia?”; non solo, cosa decisamente grave, nella scuola che si vanta di essere all’avanguardia in materia di inclusione, queste buste maledette sono riuscite a discriminare come non mai gli studenti DSA, costringendoli a un esame “diverso”;

ergo:
– chi scrive non è certo un sadico sanguinario che aspetta gli esami sbavando per bocciare a più non posso e per questo chiede una maturità impossibile (al contrario, se c’è un insegnante che aiuta sempre e comunque, è proprio il sottoscritto… ), ma mi pare ovvio che tra un esame impossibile e una farsa ci passa molto più di un oceano;
– questo non solo non è un esame serio, ma non è proprio un esame, se per esame intendiamo una prova dove una commissione è preposta a valutarne il superamento o meno;
– stando così le cose, chiediamoci che senso possa avere sostenere la maturità, soprattutto alla luce dell’immensa spesa di denaro pubblico che questa operazione comporta ogni anno (per non parlare della mole immane di burocrazia prodotta ogni anno, compresi sprechi di quintali di carta nonostante da anni ci si vanti di aver digitalizzato ogni procedura);
– non sarebbe meglio abolire gli esami di stato e consegnare direttamente il diploma dopo gli scrutini della classe quinta? non sarebbe più logico risparmiare tutti questi soldi e destinarli a sanare almeno alcune delle infnite tragiche criticità della scuola italiana? con che coraggio, sempre più ridotti all’osso, continuiamo a spendere miliardi per un esame di stato che ogni anno si fa più ridicolo?

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