Confessioni inconfessabili (o della poesia dello sputtanamento)

Con la sua spietata precisione chirurgico-cronologica, Facebook mi ricorda che il 30 giugno di dieci anni fa, con il mio spettacolo STORIE D’AMORE E DI BICICLETTA, vinsi il premio per la MIGLIOR REGIA in un festival teatrale nel vicentino.

Il presidente della giuria, consegnandomi il premio, in un discorso entusiasta e intenso disse che tra le tante cose lo aveva esaltao “la sublime confusione tra realtà e spazio onirico, con ovvie citazioni di DAVID LYNCH”.
Nello specifico, la citazione di Lynch era una scena dove una ragazza (forse reale o forse un sogno del protagonista) interamente vestita di bianco appariva tra gli alberi, realizzata con una luce a intermittenza, una specie di strobo che la faceva apparire e sparire dandole movimenti meccanici e innaturali.
Io non solo non smentii, ma confermai totalmente il debito nei confronti del maestro Lynch. E lo confermai al punto che il dibattito che seguì la premiazione fu quasi totalmente incentrato su Lynch.

Ecco, io credo che oggi i tempi siano maturi (tradotto: dopo dieci anni il premio NON possono più revocarlo) per CONFESSARE L’ORRIBILE SEGRETO.
Ovvero: Lynch, che pure risaputamente amo alla follia, non c’entra un’emerita ceppa, né con lo spettacolo in generale né nello specifico con quella scena.
Quando scrissi quella scena incriminata, e soprattutto quando la montai sul palco, avevo in mente tutt’altro, non propriamente riconducibile al cinema d’autore.
Avevo in mente e ho citato – tragicamente – LIO e il videoclip de LES AMOREUX SOLITAIRES. Vale a dire uno dei momenti più spudoratamente trash degli anni 80. E questo perché niente – e quando dico niente intendo dire proprio NIENTE, nemmeno, per intenderci, LAMU o MARGOT di Lupin III – ha turbato la mia infanzia come Lio (sfacciatamente e irrimediabilmente bella) che in baby doll balla (oddio, balla magari è un parolone… diciamo che si muove più o meno a tempo) sulle note di questa canzonaccia. Turbato a tal punto che ancora oggi a sentirla – e soprattutto a vederla – provo antiche e stranissime sensazioni.

So bene che dopo questa sconvolgente rivelazione sarò bandito per sempre da tutti i circoli intellettuali che contano.
Ma non potevo più vivere con questo atroce fardello… e infatti, ora che l’ho dichiarato pubblicamente, mi sento stranamente bene…

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