Le Robertine

Le “Robertine” (per favore, non se ne abbiano a male le persone di nome Roberta, niente di specifico contro questo nome, anzi… e comunque un giorno spiegherò perché le chiamo così) sono una categoria di esseri umani di sesso femminile ben definita, formata da persone con una storia molto più che simile, quasi identica.
Avendo conosciuto e soprattutto avendo rincontrato negli ultimi tempi una quantità indefinita di Robertine, mi sono sentito quasi in dovere di scrivere e rendere nota la loro storia.

Le Robertine sono nate negli anni 70, primi 80 al massimo. Di conseguenza oggi hanno un’età generalmente compresa tra i 40 e i 50 anni.
Hanno studiato Lettere, le Robertine, non c’è verso abbiano fatto altro. Non Filosofia, non Lingue, proprio Lettere nuda e pura. Quei rarissimi esemplari di Robertina che non hanno fatto Lettere, hanno studiato Scienze della Formazione, oppure hanno cambiato 6-7 facoltà prima di abbandonare. Ma ai tempi dell’università bazzicavano comunque le aule, i chiostri e le persone di Lettere.
Al 90% comunque hanno fatto Lettere e si sono laureate in tempo e a pieni voti.

Le Robertine vengono da famiglie che spaziano dal benestante al ricchissimo. Per intenderci, la Robertina più povera è figlia di insegnanti (di cui almeno uno dei due preside), la più ricca ha una famiglia che finanzia Greenpeace negli assalti alle baleniere.

Le Robertine sono filiformi, hanno poco seno e pelle chiara. I capelli non sono mai neri. Di solito castano. Chiaro. A 40 o 50 vestono nello stesso identico modo in cui vestivano a 20, ovvero pantaloni scampanati che disegnano culi minuscoli, gonne lunghissime e camicie chiare che si sposano alla perfezione con collane gigantesche dai poteri sciamanici.
Le Robertine invecchiano pochissimo. E camminano quasi sempre scalze.

Parlano a voce bassa, se non bassissima, e generalmente non è possibile comprendere un terzo delle parole che dicono. Ad ogni modo, per amanti del genere, le Robertine parlano piazzandosi a mezzo centimetro dall’interlocutore di turno. Oltre che bassa – e vicina – la voce è calda, monocorde, a volte ipnotica. E priva di qualsiasi inflessione dialettale.

Non hanno fatto l’Erasmus ma hanno comunque viaggiato per mezzo mondo. Almeno una volta, hanno fatto un viaggio mistico-umanitario con qualche organizzazione religiosa.

7 Robertine su 10 hanno una grande casa al mare dove, tra i 20 e i 30 anni, ti hanno invitato almeno una volta. E tu arrivavi e trovavi una casa gigantesca in piena campagna. E il mare a 12 chilometri.

Le Robertine sono tutte esperte di ostetricia. Lo sono già a 20 anni e col passare del tempo sono sempre più cazzute in materia. Pure se non hanno figli.

Non sono artiste, le Robertine, ma amano l’arte e dipingono acquerelli con compiaciuto stile naïf.
Non sono attrici ma hanno fatto almeno due corsi di teatro e vantano almeno quattro partecipazioni a spettacoli off di discreta rilevanza.
Non sono scrittrici ma scrivono storie su grandi quadernoni con penne Blu e nere. A 20 anni, mezze sbronze, le leggevano a voce alta al corteggiatore di turno alle feste di Lettere. Il corteggiatore scappava e loro riempivano altre diciotto pagine di quadernone.

Le Robertine non sono mai state in prima linea in collettivi e movimenti, ma difficilmente si sono perse una manifestazione.
Non fanno politica né se ne interessano, ma in discussioni politiche, sempre con quella voce bassissima, fanno dei culi discreti agli interlocutori.

Detestano tutto ciò che è “commerciale”, “nazionalpopolare” e “di massa”. Concetti che applicano a qualsiasi cosa, dalla letteratura al cinema, dal teatro alla musica, dai vestiti alle biro, dalle borse ai materassi.
Dicono di non sapere usare il computer, ma hanno o animano blog giganteschi e siti internet interattivi.
Non guardano la televisione. Almeno così dicono.
Sono spaventosamente complottiste.

Hanno avuto un fidanzato storico per anni (dai 5 ai 15, nel periodo 20-35) che poi o è scappato con cubiste o direttrici di azienda, oppure si è rivelato un maniaco erotomane narcisista e infantile. E dopo mille sofferenze e struggimenti, hanno conosciuto l’amore maturo, un uomo con la barba, magrissimo, esperto di yoga e arti marziali, che come loro parla a voce bassissima e cammina spesso scalzo.

Hanno fatto lavoretti di vario genere, anche all’estero. Sommando i lavoretti, qualcosa come massimo 6-7 mesi di lavoro.
Non hanno fatto concorsi pubblici (non gli interessavano o non hanno presentato le domande in tempo, oppure non si vendevano per un lavoro da dipendenti). E per gli stessi motivi non hanno mai fatto nemmeno colloqui di lavoro.
Non hanno mai lavorato – né provato a farlo – in un settore vagamente attinente con i loro studi letterari.
Poi sono arrivate a 35-40 anni.
E si sono accorte che toccava pure a loro lavorare.
E allora si sono buttate nella ristorazione.
Tutte – TUTTE – le Robertine hanno aperto ristoranti “fighi”, salutisti, a chilometro zero, ricavati in fondi del 1603, con ricette del 1507, alternativi a prescindere.
E io da anni non faccio che rincontrarle. Tutte. Rincontro TUTTE le Robertine conosciute a lettere nella loro nuova veste di ristoratrici.

E guardo il mondo da un oblò… e nemmeno mi annoio un po’…

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