Disumanità

Gravissimo incidente stamattina nei pressi di Ponticino (Arezzo): un uomo è morto, travolto dal treno in corsa, e al momento non è ancora chiaro se si sia trattato di incidente o di suicidio.
Traffico ferroviario tra Arezzo e Firenze ovviamente in tilt, con treni soppressi o con ritardi fino a 120 minuti.
Alla stazione di Figline, nel Valdarno, una signora – che ha già sentenziato, non si capisce su quali basi, come si tratti di suicidio – commenta la comunicazione di un treno soppresso (che non è quello che deve prendere lei, il suo anzi è in perfetto orario) dicendo: “ma non poteva scegliere di morire in un altro modo? Che ne so, non poteva spararsi? Perché così ci rimettono i pendolari… e i danni al treno e alla circolazione restano da pagare alla famiglia!”.
Consenso e approvazione unanimi da parte dei suoi cinque interlocutori.
Vorrei dirle qualcosa, vorrei dirle di tutto. Ma mi manca la forza. E forse proprio questa mancanza di forza è il segno di un’umanità che, dentro di me, resiste e non muore.
Ma di certo come razza umana siamo messi male. Malissimo… e forse no, la bellezza del mondo proprio non ce la meritiamo.

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