Uomini e no

Paolo Polidori, vicesindaco leghista di Trieste (lo vedete qui nella foto, in primo piano accanto al vicepremier Salvini), si è vantato di aver gettato in un cassonetto della spazzatura (“con grande soddisfazione”, scrive su Facebook raccontando l’impresa) coperte e vestiti appartenenti a un senza tetto. Il tutto in nome del senso civico del decoro (“Trieste la voglio pulita!!”, scrive nel solito post) e della “tolleranza zero”, tenendo a ricordarci che, terminata l’operazione, “sono andato subito a lavarmi le mani” e che di eventuali reazioni indignate di quelli che chiama “benpensanti” (una evoluzione dei “buonisti”?), ovviamente, se ne frega.
C’è da chiedersi, prima di tutto, quale possa essere mai il senso civico e di civiltà nel gettare nella spazzatura gli effetti personali di un senzatetto, come si possa mai arrivare a vantarsi pubblicamente di un gesto del genere.
Ma prima ancora dell’indignazione – che c’è ed è ovviamente gigantesca e incalcolabile – credo che la cosa più importante sia che notizie del genere circolino il più possibile. Che si sappiano. Che si sappia che questa è la Lega, questo il suo dna, questo il suo vero volto.
Il volto di un partito i cui dirigenti (perché questo è Polidori, non un semplice elettore, uno smargiasso urlatore da bar, ma uomo di punta nell’amministrazione di una città importante e cruciale) usano volutamente e in piena coscienza un linguaggio apertamente fascista (i continui e reiterati “me ne frego” con cui i leghisti, da mesi, condiscono le loro sparate più violente e provocatorie, coronate dalla parafrasi hitleriana – anch’essa voluta e non certo casuale – allestita ieri da Salvini).
Il volto di un partito che si pone come difensore dei valori cristiani e allo stesso tempo si vanta, tronfio e impettito, di gettare in un cassonetto il vestiario di un clochard.
Il volto di un partito che parla continuamente di “pulizia”, ma è moralmente più sporco di una catena di discariche.
Il volto di un partito talmente becero da presentare come impresa eroica la più disumana delle azioni.
Il volto di un partito furbo, feroce, capace soltanto di parlare alla pancia della gente scatenandone la parte peggiore e gli istinti più violenti e bestiali. E, grazie a quella bestialità, nutrirsi e ingrossarsi.
Un partito di tanti don Rodrigo capaci solo di annientare chi non può difendersi.
Come ho già scritto in altre occasioni, verrebbe da dire “vergognatevi”.
Ma la vergogna è un sentimento umano. E in voi di umano non c’è proprio niente.

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