Come prima più di prima (del tipo buon 2019, che poi è solo il 2018 invecchiato di quattordici giorni)

Eccoci qui catapultati e piombati nel 2019 che, nell’universo parallelo del blog, dopo la pausa natalizia, comincia ufficialmente oggi.
Come tutti gli anni è stato atteso e smaniato, ci siamo sperticati a fare liste di buoni propositi, attese, speranze. Lo abbiamo dipinto di aspettative, come se quel botto planetario di mezzanotte avesse il potere di cambiare le carte in tavola.
Poi mezzanotte è passata. Ed è passata pure la nottata e così la mattina successiva e quella dopo ancora. Sono passati i rutti all’uvetta, le dita appicicose del velo del pandoro e la pancia gonfia di cappelletti in brodo, abbacchio, anguilla in umido e torrone.
Sono passate le feste, è arrivata l’epifania (che no, nonostante in molti ne siano fermamente convinti non è il nome con cui i radical chic chiamano la befana) a portarsele via e al massimo è rimasto l’albero addobbato di qualche famiglia indolente e svogliata. Ma insomma è tornata la routine, la vita di sempre. Quelle liste di propositi e speranze sono finite chissà dove e tutti, dal primo all’ultimo, come sempre, abbiamo dovuto constatare che l’anno nuovo NON ESISTE. Che, in buona sostanza e con nostra buona pace, altro non è che il 2018 più vecchio di quattordici giorni.

Perciò, come prima e più di prima i treni pendolari in ritardo, il traffico intasato delle 7,30, le feroci psicosi di nove automobilisti su dieci che urlano, sgassano e strombazzano dopo un nano secondo di verde al semaforo.
Come prima e più di prima le frustrazioni, le insoddisfazioni, la ricerca spasmodica di qualcuno di più indifeso con cui prendersela e attraverso cui sentirsi migliori.
Come prima e più di prima questa società paradossale capace sempre e comunque di tirare fuori il peggio di noi.
Come prima e più di prima Marlena torna a casa (sì, in molti avevano sperato che ai botti di mezzanotte ci fosse finalmente tornata, invece a quanto pare… ).
Come prima e più di prima Di Maio e Salvini, nemiciamici come Red e Tobi, che fanno finta di litigare in continuazione per dire che loro non litigano ed è solo la stampa a gonfiare le cose per screditarle, oppure che fanno finta di non litigare mai per poter scannarsi in santa pace.
Come prima e più di prima il governo del popolo e del cambiamento e della rivoluzione. Come prima e più di prima a non cambiare sostanzialmente un cazzo.
Come prima e più di prima Cesare Battisti, finalmente preso ed estradato. Come prima e più di prima io ci scriverò un articolo e come prima e più di prima verrò frainteso e probabilmente insultato e minacciato (da ambo le parti, si intende).
Come prima e più di prima, soprattutto, gente in mezzo al mare, donne uccise per brutalità travestite da “troppo amore”, ragazzi abbandonati e perduti per sempre.

Come prima e più di prima, proviamo a raccontare storie, a dipingere nuovi universi e a vivere resistendo.
Come prima e più di prima, anche se il blog un pochetto cambia. O meglio, torna alle origini.
Dopo tre anni di rubriche settimanali e programmazione fissa e ferrea, si torna alla struttura totalmente libera e anarchica. Come sapete è iniziato il drammatico countdown del libro del sottoscritto (se non lo sapete, potete vedere la nuova copertina della pagina, il pulsante blu “prenota subito” e la “storia nella colonna di destra), gli impegni saranno tanti, tantissimi, e sarà pressoché impossibile programmare a lunga scadenza rubriche settimanali.
Perciò, post come se piovessero ma in ordine sparso.
In una pausa che poi vera pausa non è stata, abbiamo sperimentato la formula nel mio profilo. E, a quanto pare, la cosa vi è piaciuta.

E per ora è tutto.
Buon 2018 più vecchio di 14 giorni e buon blog a tutti voi!!

RL

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