L’immane grandezza dell’infinitamente piccolo (“Di pietra e d’acqua dolce”, di Jacopo Mordenti)

Nei confronti della saggistica c’è questo gigantesco pregiudizio – non solo nel comprarla ma anche, dopo averla letta e apprezzata, nel consigliarla – di ritenerla, a prescindere, materiale per “addetti ai lavori”. Così, un saggio che parla – per dire – dell’importanza della lingua latina può interessare solo latinisti, glottologi e linguisti, un libro sulla nascita del jazz è lettura esclusiva di musicologi e cultori del genere.
Falso. La saggistica esiste in virtù dell’esatto contrario, ovvero di quello che certi editor chiamano “fattore voce di Piero Angela”, ovvero la capacità di catturare – per non dire “inchiodare” – un pubblico il più possibile vario e vasto con qualsiasi argomento, che sia la storia dell’atomo o dei microorganismi nel deserto o degli affari privati di Giulio Cesare.
Il come importante almeno quanto il cosa. Perché qualsiasi cosa è interessante e affascinante se troviamo la voce giusta per raccontarla.

Jacopo Mordenti, tra i più raffinati e acuti medievisti in circolazione, è uno di quei rari (e per questo ancor più preziosi) studiosi che, al rigore accademico e alla vertigine del sapere e della competenza, sanno (e vogliono) coniugare la bellezza della divulgazione.
Voce e penna che riescono ogni volta a compiere il miracolo di far letteralmente entrare chi legge e chi ascolta dentro il medioevo, dentro storie lontanissime che però, di colpo e d’incanto, nella magia affabulatoria e nella scrittura rapida, leggera e potente di Mordenti, si fanno vive, attuali, coinvolgenti, imprescindibili.

“Di pietra e d’acqua dolce. Storia minima del Trasimeno medievale”, sua ultima fatica edita quest’anno da Aguaplano, ci racconta, come recita (e avverte) il sottotitolo una storia piccolissima, ovvero quella dello specchio d’acqua del Trasimeno durante i lunghi secoli del medioevo.
Oltre a trovare finalmente una storia che riguardo al Trasimeno si spinge oltre (tanto nel tempo quanto nel superamento di certa agiografia epica) la seconda guerra punica, la narrazione appassionata e rigorosa di Jacopo ci fa scoprire un Trasimeno inedito, crocevia e snodo centrale dei destini politici dell’Italia del tempo,

Un libro che, oltre a rapirci, ci lascia una lezione di storia importante e preziosa, ovvero come solo l’analisi, il racconto minuzioso e dettagliato dell’infinitamente piccolo possa svelarci i meccanismi di quell’infinitamente grande che spesso ci dà le vertigini restando un gigantesco enigma.
Qui è il Trasimeno, specchio non solo d’acqua ma dei movimenti di merci ed eserciti, dell’anima di un’epoca intera.

Il libro lo trovate comodamente in tutti gli store on line. E in diverse librerie del territorio (intendo, ovviamente, Trasimeno, Umbria, Perugia… ).
Però, ricordatevi, è ORDINABILE in qualsiasi libreria che iddio ha messo in terra. E se alla domanda di ordinarlo un libraio dovesse rispondervi che non può farlo, ricordatevi CHE STA MENTENDO.
Quindi, insistete. Non demordete.
E’ il modo più efficace per salvare e promuovere l’editoria indipendente.

#librichemipiacciono
#consigliRiccardoLestini

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