L’Italia immobile (“Il presidente addormentato”, di Gianni Caria)

Il vento è cambiato: per la prima volta nella storia l’Italia ha un Presidente della repubblica donna, intellettuale e attivista.
Euforia e clamore sono però destinati a vita breve: poco dopo l’insediamento la neo presidente cade vittima di un malore. Pur rimanendo vigile e lucida, non riesce più a muoversi.
Costretta in un letto d’ospedale dove può solo pensare, muta e immobile, vede sfilare al suo capezzale sciami di visitatori che col passare dei giorni si fanno sempre più rari. Resta solo un giovane corazziere, incaricato della sorveglianza, giorno e notte, immobile e prigioniero come lei.

È quanto accade ne “Il presidente addormentato”, il bellissimo romanzo di Gianni Caria fresco fresco di stampa per i tipi di Bibliotheka.
Un contesto immaginario che ha la forza e la potenza di farsi spietatamente concreto e ferocemente realistico.
Con uno stile lucido e controllato, Caria costruisce una gigantesca allegoria sull’eterno immobilismo del nostro paese, sull’eterna frustrazione del desiderio di cambiamento.
Con un presidente immobile e impossibilitato a esercitare le sue funzioni, si immobilizza tutto il paese: il governo non può entrare in carica, il parlamento non può concludere i suoi iter legislativi.
Ci si aspetterebbe il caos. Al contrario, il sonno delle istituzioni è quasi rassicurante, l’habitat naturale di un paese dormiente che nel non poter fare trova la giustificazione delle sue inerzie. E delle sue incapacità.

Un libro importante, una riflessione sul potere e sul dovere. Umano e tragico.
Non lo trovate ovunque ma ovunque – librerie fisiche e store on line – potete ordinarlo.
Non fatevelo sfuggire.

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