Edoardo Bennato – “Sono solo canzonette”

Questo è la title track – e assieme a “L’isola che non c’è” il brano più famoso – di un disco meraviglioso, straordinario: “Sono solo canzonette” appunto, del grande (grandissimo, immenso) Edoardo Bennato, interamente ispirato al personaggio e alle avventure di Peter Pan, di cui dà una lettura originale e intensissima.
Nello specifico questo brano, celebre e popolarissimo, ha – come spesso accade in molte hit di Bennato – un incedere folk rock irresistibile e travolgente.
Talmente irresistibile che spesso, rapiti dall’atmosfera divertita, semplice, scanzonata e leggera creata dal sound, quasi non facciamo caso alle parole. Forse perché anche il testo, almeno all’apparenza, col suo linguaggio semplice e volutamente naïf, pare accordarsi a quel clima apparentemente leggero e scanzonato.
In realtà “Sono solo canzonette” è una gigantesca, geniale e irriverente satira contro l’establishment musicale, una delle più forti e irriducibili dichiarazioni di indipendenza e rivendicazioni di libertà d’espressione di sempre.
Una carica eversiva che centuplica la sua potenza se pensiamo che è datata 1980, quando per un artista che nutrisse una qualche ambizione schierarsi sotto la bandiera di un partito era pressoché obbligatorio.
E forse no, forse non è proprio un caso che questo ribelle irriducibile e anarcoide che è Edoardo Bennato, da quell’establishment musicale sia sempre stato tenuto ai margini, fuori dall’Olimpo dei grandi.
Ovvero fuori da quel posto che gli sarebbe spettato di diritto.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *