Alla stazione

Ore 13,15 di un giorno qualunque, stazione di Santa Maria Novella, binario 16.
Lestini sfumacchia distrattamente in testa al binario in attesa del treno. Si dedica, ovviamente, alla sua attività preferita di quando si trova in stazione: osservare ogni singola persona che passa, studiarne la camminata e immaginarne la vita.
Tuttavia, una voce familiare che grida il suo nome lo distoglie dal gioco. E’ una carissima amica, anche lei in stazione, anche lei in attesa del treno, ma per tutt’altra destinazione rispetto alla sua. Baci, abbracci e come va e come stai e tutto il resto. Cinque minuti e poco più di chiacchiere. Poi si salutano, il treno della cara amica viene annunciato e lei si avvia al suo binario.
Lestini, che ha ancora dieci minuti abbondanti da aspettare, si siede sui ferretti dell’aiuola del binario aprendo a tutta pagina la Repubblica e mettendosi a leggere. Ancora la stessa voce familiare lo distoglie. La cara amica ha fatto dietrofront, è tornata indietro correndo e saltellando.
Gli dice: “Riccardo, scusa….non è che mi lasceresti una sigaretta?”. Lestini risponde “Ma certo…”. E siccome la ragazza ha fretta, perché il suo treno è in partenza, non aspetta che Lestini si alzi in piedi, ma appena tira fuori tabacco e cartine dalla tasca si piega su di lui, prende il necessario e se ne va correndo e ringraziando tre volte.
Lestini torna alla lettura. E per la terza volta viene interrotto. Ma non è la cara amica. E’ uno sconosciuto sulla quarantina, pelato e sputtacchiante, che con voce squillante e altissima, cercando penosamente di imitare un timbro vocale femminile, chiede: “Scusaaaaaa…..me ne lasci un paio anche a me di sigaretteeeeee????”.
Lestini perplesso si schiarisce la voce, si alza in piedi e sorridendo forzato dice: “Bè….”.
Al che il quarantenne pelato abbandonando il timbro femmineo e tornando alla sua naturale voce roca e cavernosa dice: “No, ma che scherzi, ce l’ho le sigarette!!”.
Lestini commenta con un “Ah” inquieto e spaventato.
“Scherzavo!”, riprende il folle pelato, “E che….hai visto quella come te l’ha chiesta?? S’è piegata tutta….cioè, capito?? S’è messa a novanta gradi per avere una sigaretta….a NOVANTA GRADI!!! Ci sanno fare, ste puttane!! Capito? Le donne, TUTTE TROIE!! Ciao!!!”.
E così dicendo, proprio come era arrivato, lo sconosciuto sparisce.

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