“Io ballo da sola” – danzando sulle Hole

Avevo 18 anni quando “Io ballo da sola” uscì nelle sale. Da allora, a differenza di altri film che ho amato, l’ho rivisto per intero una sola volta. Forse due. Come se volessi difendere il mio sguardo immacolato e corsaro di diciottenne sognatore.
Questa scena però l’ho rivista migliaia di volte. E non riesco a smettere di riguardarla, e ogni volta, diretto come un pugno, mi arriva un groppo in gola gigantesco e insostenibile.
Perché nel ballo della splendida Liv Tyler, nel rumore dei suoi piedi scalzi sul legno, nei suoi capelli scarmigliati e fatali, nell’urlo lanciato sulle note del grunge delle Hole, c’è tutto l’erotismo disperato dei diciottenni, il desiderio bruciante e la paura folle del sesso, la smania di esserci a ogni costo, la rabbia immacolata e quella ribellione che a ogni sussulto è un invito ad assaltare il cielo…

Buongiorno, giovinezza…

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