Le recensioni del venerdì: “IT”/ “La sostanza del male”

Oggi a LE RECENSIONI DEL VENERDÌ, visto che è venerdì 13 e tanto per uscire un attimo da questa grigia e cupa realtà, parliamo di horror. E andiamo a recensire un film, ovvero la versione cinematografica di IT, e il romanzo LA SOSTANZA DEL MALE di Luca D’Andrea.
Il sistema è sempre quello: voto complessivo in asterischi (da * a *****) e voti ai singoli aspetti da 1 a 10.
Buona lettura.

IT (regia di Andrés Muschietti, Warner Bros, 2017) ** 1/2
Versione cinematografica del capolavoro di Stephen King tecnicamente perfetta, ma con scelte di sceneggiatura abbastanza incomprensibili che finiscono per distruggere l’essenza della storia.

SCENEGGIATURA – l’architettura narrativa messa in piedi da King trova la sua essenza nella continua alternanza di passato e presente. Il quid del romanzo, ciò che trasforma un buon plot e una ispiratissima meditazione sull’infanzia in un capolavoro assoluto, è proprio questo procedere in parallelo dei due piani, lo svelare a poco a poco le vicende dei protagonisti bambini che gradualmente giustificano e danno senso alla loro vita adulta. Con sorprese, suspense e colpi di scena dalla prima all’ultima pagina.
La sceneggiatura di questo adattamento è senza dubbio ben scritta, ma compie la scelta folle di separare totalmente i due tempi, raccontando in questo primo capitolo solo l’infanzia e lasciando le vicende adulte protagoniste del secondo atto in uscita l’anno prossimo. La storia perde così tutta la sua potenza e annacqua ogni suggestione. Con tutto che non si riesce capire quale interesse e quale senso possa avere il secondo atto.
Voto: 2

REGIA – si diceva, un film tecnicamente perfetto. La regia sfrutta al meglio la grande disponibilità di mezzi per dare vita a un film sincopato e tesissimo, con una macchina da presa che non cede alla tentazione del videoclip ma si ispira, aggiornandola, alla più classica grammatica dell’horror cinematografico. Sequenze da colpo al cuore e terrore garantito.
Peccato manchi l’anima.
Voto: 7

INTERPRETI – la spontaneità e la naturalezza dei giovani interpreti, diretti con grande intelligenza, intenerisce e terrorizza. Fedelissimi nel fisique du role agli eroi di King, anche solo vederli ci fa rivivere alcune delle pagine più emozionanti del romanzo.
Voto: 7,5

FOTOGRAFIA – l’aspetto più riuscito del film, un mix infernale di gusto retrò e atmosfere terrificanti, quella provincia americana che ribolle spttopelle e genera mostri.
Voto: 8,5

PRODUZIONE – prodotto di altissimo livello, ma che paga l’assurdità della sceneggiatura e la furbizia commerciale fin troppo scoperta dell’uscita in due atti.
Voto: 4

LA SOSTANZA DEL MALE, di Luca D’Andrea, Einaudi, 2016) ***
L’horror italiano più interessante degli ultimi dieci anni, a metà strada tra King e Lynch.

TRAMA – l’ambientazione (un borgo di montagna sperduto nell’Alto Adige), l’amenità del luogo, i misteri senza tempo annidati nei boschi innevati, la stravaganza dei personaggi, riecheggia Twin Peaks. La struttura narrativa invece si rifà alle regole razionali e consequenziali del più classico horror americano. Il risultato è un’altalena di sospensione e azione, straniamento e realtà, depistaggi e colpi di scena sapientemente distribuiti che tengono il lettore incollato alle pagine e con il cuore a mille. Un po’ eccessivo nel finale, quando la paura di sgonfiare una trama così avvincente fa sfuggire il controllo moltiplicando all’eccesso il gioco dei controfinali.
Ma resta un lavoro notevole, che da queste parti, in questo genere, è sempre più raro.
Voto: 8

STILE – anche se le premesse c’erano tutte, la scrittura non deborda né nell’onirico né nel gratuito sanguinolento. Chiara, distesa, estremamente controllata (finale a parte), con un autore che si fa da parte lasciando ai personaggi l’onere di trasportare i lettori nell’incubo.
Voto: 7

PERSONAGGI – il rischio di trame così complesse e tecnicamente riuscite, è che i personaggi ne vengano schiacciati e risucchiati. Non in questo caso. Dentro questa indagine vorticosa a ritroso nel tempo sui mostri millenari che abitano tra le gole delle montagne, prendono corpo personaggi solidi, credibili e indimenticabili. A partire dal protagonista, che con i suoi tormenti irradia e fortifica la storia.
Voto: 8

DIALOGHI – ben scritti e credibili. Ma la parte migliore del romanzo resta la pura narrazione.
Voto: 6,5

EDIZIONE – solita “perfezione” Einaudi nell’editing, nel formato e nella confezione.
Voto: 7,5

#recensioniRiccardoLestini

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