Aspettando Godot

Dopo la fiammata delle elezioni dei presidenti di camera e senato, rieccoci ai blocchi di partenza, ovvero in una situazione di stallo in cui la composizione di un ipotetico governo continua a essere un enigma.
Le dichiarazioni e i botta e risposta delle ultime ore sembrano tracciare un percorso più complicato di quanto si pensasse, ostacolano e fissano paletti piuttosto che offrire aperture e dimostrare disponibilità. Probabilmente si tratta di pura strategia, eppure gli ostacoli, inutile negarlo, ci sono e non sono da poco.
Un governo Lega-Cinquestelle, anche solo nella formula “a termine”, le cui basi dopo il voto alle camere sembravano essere quanto meno gettate, appare oggi, alla luce delle dichiarazioni di cui sopra, tutt’altro che scontato. Di certo c’è soltanto che, visti i risultati elettorali e visto soprattutto l’andamento delle votazioni di venerdì e sabato, sembra francamente impossibile pensare a un esecutivo che possa fare a meno dell’una o dell’altra forza (tranne nel caso di una precisa e preordinata volontà di suicidio politico, ma questo è un altro discorso). E che quindi, l’asse Lega-Cinquestelle, al di là di tutto, continua a essere l’opzione più probabile e percorribile.
Resta il fatto che per formare un simile governo Salvini dovrebbe spaccare il centrodestra (ipotesi al momento poco probabile) oppure “deberlusconizzarlo” arrivando alla nomina di un reggente per Forza Italia (strada, anche se pare assurdo, leggermente più percorribile della prima). L’idea di presentarsi alle trattative con il centrodestra così come è, escluderebbe automaticamente i Cinquestelle (indisponibili, salvo sorprese o formule cavillose di cui al momento non v’è traccia, a trattare con Berlusconi), e il centrodestra da solo non sembra proprio in grado di trovare quelle discrete decine di deputati mancanti per ottenere la maggioranza.
Rompicapo su cui ci arrovelliamo da settimane senza trovare la quadra. Martedì prossimo (e non mercoledì, come ho erroneamente scritto lunedì scorso) inizieranno le consultazioni e allora davvero i partiti saranno costretti a scoprire le carte e sarà più chiara la linea di demarcazione tra pretattica e strategia effettiva.
Nel frattempo questo blog va in vacanza pasquale. Quando torneremo a scrivere, le consultazioni saranno o in dirittura di arrivo o saranno già finite. Forse, ma il tutto dovrebbe svolgersi alla velocità della luce, ci sarà già un premier incaricato.
Chi possa essere questo “Godot” è al momento insondabile. Così, come Vladimiro ed Estragone, non ci resta che aspettarlo.

#specialeElezioni2018
#resistenzeRiccardoLestini