Sanremo History X (ovvero: Aspettando Lestini a Sanremo)

GIORNATA 1
Aficionados carissimi,
riecco l’immancabile e soprattutto maniacale rubrica annuale dedicata al FESTIVAL DI SANREMO, ovvero la più grande e spaventosa perversione della mia esistenza.
A chi mi legge e a chi mi conosce, le spiegazioni non servono. Conoscete più o meno alla perfezione questa mia irresistibile ossessione che, una settimana all’anno, mi inchioda a vedere e commentare il più grande carrozzone che la musica italiana sia mai riuscita a creare nella sua storia. E, conoscendola, sapete già come prenderla. C’è chi partecipa a questo delirio e c’è chi si mette in salvo, oscurando la mia pagina per sette giorni.
A tutti gli altri, agli ignari che per la prima volta si imbattono in questo labirinto, dico benvenuti e a voi la scelta: potete perdervi nella follia sanremese con noi oppure scappare subito a gambe levate. Siete ancora in tempo.
Come, e più dell’anno scorso, la rubrica raddoppia. Nel senso che al tradizionale appuntamento quotidiano (da mercoledì a domenica) con i voti alla manifestazione e ai cantanti in gara, si affianca ASPETTANDO LESTINI A SANREMO, un “pre festival” dedicato alla storia della kermesse che vi terrà compagnia ogni giorno, a partire da oggi fino a sabato.
Sempre come l’anno scorso, ovviamente, in questa impresa pre festival non sarò solo, ma affiancato dal fedele e ferocemente psicopatico amico eterno Sandro Pasquali.
L’anno scorso, nel presentare l’avventura, dicevo che io e il suddetto Pasquali, assieme, formiamo una coppia da intendersi come l’anello di congiunzione tra Red Ronnie e Paolo Limiti, tra Pippo Baudo e Fabio Fazio.
A conferma e a dimostrazione di queste parole così forti e destinate a far discutere, quest’anno inauguriamo il tutto con la follia delle follie, vale a dire UN’INTERVISTA DOPPIA.
Ovvero: io e il Pasquali di cui sopra, abbiamo risposto a una mitragliata di domande sulla storia del Festival di Sanremo. Il fatto davvero incredibile è che a queste domande abbiamo risposto separatamente, in giorni diversi e a circa duecento chilometri di distanza, ignorando completamente cosa avesse detto l’altro. Ebbene… siamo riusciti nel capolavoro di dare risposte pressoché identiche a molte domande.
Le conclusioni di questa cosa assurda sono fondamentalmente tre:
Io e Pasquali abbiamo urgente bisogno di un TSO;
Io e Pasquali siamo i massimi esperti mondiali del Festival di Sanremo;
Io e Pasquali meritiamo un posto ad honorem negli studi della Rai.Detto questo, bando alle ciance e via con l’intervista doppia…I VINCITORI

1- Qual è, tra tutte le canzoni vincitrici della storia del festival, quella che più di ogni altra simboleggia lo spirito di Sanremo, la più “sanremese” di tutte?

Riccardo: “Perdere l’amore”, Massimo Ranieri, Sanremo 1988. Amore, voce pazzesca a canzone di tutti e per tutti. Tra l’altro, a mio avviso, pezzo meraviglioso.
Sandro: “Se stiamo insieme”, Cocciante, pianoforte voce intensa e amore

2- Quale invece la canzone vincitrice meno sanremese?

Riccardo: “Sentimento”, Piccola Orchestra Avion Travel, Sanremo 2000. Canzone sublime, ma fuori da tutti gli standard sanremesi.
Sandro: “Mistero”, troppo rock

3- Qual è, sempre tra tutte le vincitrici, la canzone più bella in assoluto?

Riccardo: “Nel blu dipinto di blu”, Domenico Modugno e Johnny Dorelli, Sanremo 1958
Sandro: “Nel blu dipinto di blu”, perché ha cambiato la storia della musica.

4- Quale invece la canzone più brutta?

Riccardo: “Vorrei avere il becco”, Povia, Sanremo 2006
Sandro: “Ciao cara come stai?” di Iva Zanicchi, ne ha cantate migliori

5- Chi è il più grande artista ad aver vinto Sanremo?

Riccardo: Mi ripeto, ma è senza dubbio Massimo Ranieri, cantante (e che voce), attore, ballerino, showman…
Sandro: Massimo Ranieri, artista a tutto tondo

6- Chi è la più grande meteora ad aver vinto Sanremo (della serie, vinco Sanremo e poi sparisco nel nulla)?

Riccardo: Tiziana Rivale, “Sarà quel che sarà”, Sanremo 1982
Sandro: Mino Vergnaghi

I GRANDI SCONFITTI

1- Qual è la canzone che più di ogni altra non ti capaciti come sia possibile NON abbia vinto?

Riccardo: “Almeno tu nell’universo”, Mia Martini, Sanremo 1989
Sandro: “Almeno tu nell’universo”, Mia Martini “sai la gente è strana…” profetica

2- Qual è la sconfitta più clamorosa e bruciante della storia del Festival?

Riccardo: di sconfitte epiche è piena la storia del Festival… scelgo questa: Toto Cutugno nel 1990, arrivava secondo da tre anni consecutivi, il primo posto pare gli spettasse come una specie di risarcimento danni… per di più lui si porta a Sanremo Ray Charles che canta uaa versione da brivido de “Gli amori”… tutti danno per scontata la vittoria. Ma all’ultimo istante, la sorpresa: Cutugno è di nuovo secondo, e al fotofinish vincono i Pooh…
Sandro: Sanremo 2017, “Che sia benedetta”. Fiorella Mannoia, doveva vincere, Gabbani aveva tempo!

3- Chi è stato il più grande vincitore morale della storia del Festival?

Riccardo: senza dubbio Elio e le Storie Tese, Sanremo 96, “La terra dei cachi”… vittoria morale addirittura bissata più o meno quindici anni dopo con “La canzone mononota”. Assieme ad alcuni componenti dell’orchestra, i migliori musicisti mai passati da queste parti.
Sandro:1996, “La terra dei cachi”, Elio e le storie tese, morale nel senso proprio del termine

IL PREMIO DELLA CRITICA

1- Qual è la canzone premiata dalla critica più bella della storia?

Riccardo: ex aequo tra “Le notti di maggio” cantata da Fiorella Mannoia e “Almeno tu nell’universo”, Mia Martini.
Sandro: “La nevicata del ’56” …opera d’arte del Califfo, per i giovani “Il postino (Amami Uomo)” di Renzo rubino

2- Quale la canzone che proprio non ti capaciti come sia possibile non abbia vinto il premio della critica?

Riccardo: “Bentivoglio Angelina” dei Quintorigo… un jazz rock mai visto a Sanremo, qualcuno doveva premiarne il coraggio e l’innovazione…
Sandro: “I soliti accordi”, Jannacci e Paolo Rossi Sanremo 1994, il vero doppio senso…

3- Qual è la canzone premiata dalla critica più brutta della storia, ovvero la più sopravvalutata?

Riccardo: “Signor Tenente”, Giorgio Faletti, Sanremo 1994, secondo me è molto sopravvalutata, ma la canzone meno “da premio della critica” è “Come saprei”, Giorgia, Sanremo 1995… canzone bellissima, ma fuori dalla tipologia di brano da “premio della critica”…
Sandro: Impossibile, tutte stupende, quella che mi piace meno è “Come saprei” di Giorgia, ma parliamo di una canzone straordinaria

CONDUZIONE

1- Chi è stato il miglior conduttore della storia del Festival?

Riccardo: Fabio Fazio ha condotto i Festival più innovativi e incredibile, qualitativamente inarrivabili (1999 e 2000), ma se penso a Sanremo e a un presentatore ho sempre in mente lui, Pippo Baudo… perché Sanremo è Sanremo…
Sandro: Fabio Fazio 1999 con tanto di premi nobel

2- Chi è stato il conduttore peggiore?

Riccardo: Simona Ventura
Sandro: Giorgio Panariello, fuori contesto

3- Chi è stato il conduttore più sopravvalutato?

Riccardo: Paolo Bonolis
Sandro: Simona Ventura, vedi sopra

4- E quello più sottovalutato?

Riccardo: Gianni Morandi e Raimondo Vainello a pari merito
Sandro: Il grande Vianello, genio assoluto

5- Chi è stata la valletta migliore della storia?

Riccardo: Lorella Cuccarini
Sandro: Serena Autieri, 2003

6- Chi è stata la valletta peggiore?

Riccardo: Arisa
Sandro: Brigitte Nielsen

7- Qual è stata l’edizione migliore della storia?

Riccardo: 1999
Sandro: Sempre Fazio 1999, considerando i superospiti

8- Quale l’edizione peggiore?

Riccardo: 2004, senza dubbio
Sandro: 2004…poco , troppo poco

SIMBOLI

1- La canzone di Sanremo più rappresentativa degli anni ’50.

Riccardo: “Vola Colomba”, Nilla Pizzi… è l’Italia che era stata, che ancora esisteva e che sarebbe scomparsa di lì a poco…
Sandro: “Papaveri e Papere” della Nilla nazionale

2- La canzone di Sanremo più rappresentativa degli anni ’60.

Riccardo: “Nessuno mi può giudicare”… ricordiamoci di che anni stiamo parlando…
Sandro: “Nessuno mi può giudicare”, in linea con i tempi

3- La canzone di Sanremo più rappresentativa degli anni ’70.

Riccardo: “Jesahel” dei Delirium
Sandro: “Un’emozione da poco”, dell’esordiente Oxa

4- La canzone di Sanremo più rappresentativa degli anni ’80

Riccardo: scontato, ma è “Cosa resterà degli anni ’80”, Raf
Sandro: “Cosa resterà degli anni ‘80”, chiaramente Raf

5- La canzone di Sanremo più rappresentativa degli anni ’90.

Riccardo: è senz’altro il testo de “I soliti accordi” di Paolo Rossi ed Enzo Jannacci…
Sandro: “La terra dei cachi” per merito

6- La canzone di Sanremo più rappresentativa del primo decennio del millennio.

Riccardo: io dico Marco Carta, “La forza mia”, perché è un interprete senza qualità, una canzone senza alcuna qualità… e il decennio è un decennio senza qualità né bellezza…
Sandro: “Mentre tutto scorre”, Negramaro 2005 “

7- La canzone di Sanremo più rappresentativa degli anni ’10.

Riccardo: io dico Roberto Vecchioni, “Chiamami ancora amore”… non credo sia la più rappresentativa, ma con il decennio che ancora deve concludersi, diciamo che è una risposta speranzosa…
Sandro: Arriverà”, Modà con Emma 2011

ANEDDOTI

1- Cinque grandi momenti della storia del Festival, i primi che ti vengono in mente.

Riccardo: Sanremo 1980, Benigni che esce dalla gonna della Carlisi e urla “Woytilaccio!!!” riferendosi al papa; La standing ovation per Pierangelo Bertoli; Lucio Dalla che dirige l’orchestra; Modugno che allarga le braccia e grida “Volare”; coro, coreografia e costumi che Rino Gaetano ha scelto per l’esecuzione di “Gianna”, Sanremo 1978…
Sandro: Gorbachev che sale sul palco; le braccia larghe di Modugno; Chiambretti vestito da Angelo appeso ad un cavo; Vecchioni che vince il festival; Benigni che conduce Sanremo

2- Cinque momenti imbarazzanti della storia del Festival, i primi che ti vengono in mente.

Riccardo: la presenza di Povia, tutte le volte che questo è accaduto; Pippo Baudo che caccia dal palco Louis Armstrong in malo modo per esigenze di tempi e di scaletta; Mike Bongiorno che presenta i Delirium dicendo “canteranno GESAEL; Giuliano Ferrara che da casa lancia le uova contro la televisione mentre si esibisce Benigni; Emanuele Filiberto di Savoia che arriva secondo
Sandro: Baudo che salva una persona nel ’95…; “Luca era gay”; I fischi contro Crozza che imita Berlusconi; Giuliano Ferrara che tira le uova contro la tv mentre Benigni è ospite a Sanremo; Albano che malsopporta i fischi per un immeritato terzo posto

ALTRI RECORD

1- Il più grande artista in assoluto ad aver partecipato al Festival.

Riccardo: Lucio Dalla
Sandro: Non per ripetermi, ma Massimo Ranieri (pure Servillo però)…

2- L’artista che, inspiegabilmente, valeva molto ma oltre Sanremo non è mai stato nessuno.

Riccardo: Gerardina Trovato e Francesco Tricarico ex aequo… la prima una cantautrice e chitarrista con pezzi folk/pop davvero interessanti… il secondo a mio avviso un genio…
Sandro: Sergio Cammariere decisamente, appare solo a Sanremo, ma artista straordinario.

3- Il successo sanremese più assurdo e imbarazzante.

Riccardo: Non dimentichiamo “Brutta” di Alessandro Canino, ma Pupo ed Emanuele Filiberto di Savoia con “Italia terra mia” non sono superabili… di Povia ho già detto quindi non infierisco oltre…
Sandro: Povia, e non aggiungo altro!

4- L’artista pessimo che però, sempre inspiegabilmente, a Sanremo ha più o meno sempre detto la sua.

Riccardo: Pupo (di Povia come sopra, ho già detto troppo)
Sandro: Al Bano

5- L’artista che sul palco di Sanremo ha dato più scandalo.

Riccardo: tutti si ricordano di Vasco Rossi che si infila il microfono in tasca e che canta visibilmente alterato… robetta, il vero scandalo è stato Celentano che canta di spalle “24mila baci”…
Sandro: Celentano che canta di spalle al pubblico “24mila Baci!!

6- La canzone più bella ad aver vinto la sezione “Nuove Proposte”.

Riccardo: “Bambini”, di Paola Turci
Sandro: No, faccio la classifica: 3° “Non amarmi” di Baldi e Alotta, 2° “Oggi sono io” di Alex Britti e 1° “Siamo tutti là fuori” di Dolcenera

7- La canzone più imbarazzante ad aver vinto la sezione “Nuove Proposte”.

Riccardo: Gazosa con “Stai con me Forever”
Sandro: “E’ vero (che ci sei)”, 2012

8- Il più grande artista scoperto a Sanremo.

Riccardo: Nada
Sandro: Laura Pausini ed Eros Ramazzotti

E con questo è tutto. Ci vediamo domani… perché Sanremo è Sanremo!

#aspettandolestiniasanremo

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GIORNATA 2

SANREMO HISTORY X – “Potevano vincere”, la storia che ha fatto la Storia – giornata 2
ovvero…
… ASPETTANDO LESTINI A SANREMO (di Lestini & Pasquali)

Cari sanremisti,
dopo il sontuoso prologo di ieri con l’intervista doppia, entriamo come si dice nel vivo.
Tra poche ore si alzerà il sipario sul 68esimo Festival di Sanremo e noi, laddove per noi si intende la premiata ditta Pasquali&Lestini, come ampiamente annunciato vi terremo compagnia tutti i giorni fino a sabato con un pre-festival da brivido.
Malati, maniaci, in alcune occasioni pure maleodoranti, ma sempre e comunque massimi esperti mondiali di tutto quel che riguarda il Festival della Canzone Italiana, in attesa del Festival che sarà vi intratterremo deliziando i vostri grigi pomeriggi con il Festival che fu.

Ovviamente non abbiamo né il tempo né lo spazio per poter raccontare TUTTA la storia del Festival ANNO PER ANNO (ma prima o poi lo faremo, e per voi saranno cazzi).
Così abbiamo deciso (sempre noi, Pasquali&Lestini, i malati-maniaci-maleodoranti di cui sopra) di focalizzarci su CINQUE ANNI CRUCIALI, un anno al giorno per cinque giorni.
Ma a questo punto, direbbe il poeta, la domanda sorge spontanea: anni cruciali per cosa? Per il Festival o per la storia in generale?
Noi rispondiamo: entrambe. Sempre noi, viviamo infatti in questa perversa convinzione, ovvero che l’andamento e i risultati del Festival di Sanremo, a saperli leggere e interpretare bene (e noi, modestamente, come già ricordato siamo i massimi esperti mondiali in materia), anticipano e spiegano tutti i principali avvenimenti italiani. Perciò a Festival clamoroso corrisponde anno clamoroso.
In conclusione: Sanremo specchio segreto e allegorico della storia d’Italia.
Una follia?
Chissà.
Intanto leggete. Poi deciderete voi se assecondarci o denunciarci.
Abbiamo scelto un anno per decennio, dagli anni ’50 agli anni ’90 (gli ultimi due decenni non sono ancora storia, ma cronaca, perciò aveva poco senso trattarli).
Procedendo in rigoroso ordine cronologico, partiamo oggi con gli anni ’50.
Partiamo con il 1958.

DUE BRACCIA SPALANCATE E UNA VITTORIA A SORPRESA

Quando inizia a cambiare il paese?
Siamo nel 1958, Sanremo sta diventando il vero evento mediatico del tempo, di carattere nazionale. L’anno prima Claudio Villa vince con “Corde della mia chitarra”, che porta con sé un record: è infatti la canzone più lunga che ha partecipato ad un Eurofestival con 5 minuti e nove secondi, dall’anno successivo sarà introdotto il limite dei 3 minuti e trenta.
L’anno successivo appunto, il 1958, Nilla Pizzi si presenta al festival interpretando “L’edera”, composta da Saracini e D’acquisto.
La vittoria appare sua senza rivali, ma tutti ignorano il vento di cambiamento.
Il 1° Gennaio è entrato in vigore il trattato di Roma, l’embrione di comunità economia europea (CEE) e gli Stati Uniti inseguendo l’Urss il 31 gennaio lanciano il primo satellite in orbita Explorer 1, mentre l’anno precedente si era chiuso con i lanci da parte dei Russi degli Sputnik con a bordo la cagnolina Laika.
E’ un mondo che inizia a guardare al futuro, e proprio per qeusto motivo, la canzone melodica, egregiamente interpretata dalla Nilla Nazionale, perde, si perde, superata da un grande innovatore ed esordiente Domenico Moduugno, che in coppia con Johnny Dorelli, interpreta “Nel blu dipinto di blu”, conosciuta poi nel mondo come “Volare”.
E’ un Modugno straripante, si muove, allarga le braccia, con una nuova mimica ed interpretazione, dalla melodica si passa alla musica leggera.
Volevano vincere altri, vince Modugno.
Nel mondo intanto viene conosciuto un giocatore Brasiliano che da giovanissimo vince il mondiale in Svezia, Edson Arantes do Nascimento detto Pelè, viene fondata la NASA, Giovanni XXIII è eletto Papa, viene istituita la Repubblica Presidenziale Francese, Batista fugge da Cuba, in Italia viene scoperta la cantante Mina, a dicembre è inaugurato il primo tratto dell’autostrada del Sole, e il 5 Novembre la ballerina Aiché Nanà dà vita allo spogliarello che ispirò Fellini la famosa scena del film La Dolce vita.

… per concludere, roba da Festival:

quella del 1958 fu la prima vittoria di Domenico Modugno. Ne seguiranno altre tre. Modugno infatti, assieme a Claudio Villa, con quattro successi detiene il record assoluto di vittorie sul palco sanremese;
ancora nel 1958 il regolamento prevedeva la possibilità che un solo cantante potesse gareggiare con più canzoni. Nilla Pizzi ne aveva tre, Claudio Villa addirittura cinque. Il dato più singolare è che Modugno era l’unico a presentare un solo brano (anche il suo partner, Johnny Dorelli, era in gara con altre due canzoni);
Domenico Modugno è il primo non solo a vincere, ma addirittura a partecipare con un brano di cui l’interprete è anche autore… l’ennesima rivoluzione di un anno che avrebbe cambiato il mondo… ;

Ricordandovi ovviamente di non perdere, domani a partire dalla tarda mattinata, il commento e TUTTI I VOTI della prima sera nella rubrica “Lestini a Sanremo”, vi diamo appuntamento a domani con gli anni ’60.

Pasquali&Lestini

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GIORNATA 3

SANREMO HISTORY X – “Potevano vincere”, la storia che ha fatto la Storia – giornata 3
ovvero…
… ASPETTANDO LESTINI A SANREMO (di Lestini & Pasquali)

Sanremisti di ogni ordine e grado, bentrovati.
Mentre il Sanremo numero 68 ha debuttato (per commenti, voti, bestemmie e quant’altro vi rimandiamo all’apposita rubrica “Lestini a Sanremo), noi (laddove per noi intendiamo, per chi ancora non lo sapesse, la premiata ditta Pasquali&Lestini) andiamo avanti imperterriti a raccontarvi il Sanremo che fu, nella perversa convinzione che ci siano da sempre, sul palco sanremese, presagi e indizi tra il pazzesco e l’inquietante per leggere il futuro della nostra Italia.
Per ora, nessuno ci ha denunciato alla Buoncostume, quindi andiamo avanti, e dopo il 1958 di ieri oggi è la volta degli anni ’60. E quale anno potevamo mai scegliere di questo decennio assolutamente mitologico?
Ovviamente, il 1968.

CENSURA, PERBENISMO E RIVOLUZIONE

1968 anno spartiacque.
Sanremo si svolge poco prima della calda primavera che avrebbe cambiato per sempre la società italiana, europea e mondiale, ma comunque in pieno clima di contestazione.
Secondo alcuni il 68 arriva in Italia con la morte di Tenco e con Patty Pravo che canta “Ragazzo triste” (cover di “But You’re mine” scritta da Sonny Bono e lanciata dallo stesso Bono in coppia con la moglie Cher).
Comunque Sanremo inizia il 1 Febbraio e finisce il 3 Febbraio. Sono in gara tra gli altri Antoine e Gianni Pettenati con “La Tramontana”, Anna Identici e The sandpipers con “Quando m’innamoro” e Louis Armstrong con “Mi va di cantare”, che pensando di partecipare ad una jam session e non ad una gara sembrava non volere lasciare più il palco fino al provvidenziale intervento di Baudo. Vincono Sergio Endrigo e Roberto Carlos con “Canzone per te”, Don Backy come autore firma le canzoni seconda e terza classificata, ed è proprio la seconda, “Casa Bianca” cantata da Milva e Marisa Sannia, che sembrava avere i favori del pronostico.
Ma più che un potevano vincere, siamo davanti ad un dovevano partecipare.
Si perché viene esclusa alle selezioni una canzone che sarà riscoperta di recente, “Meraviglioso” di Domenico Modugno, esclusa perché parlava di un suicidio proprio l’anno dopo la tragica scomparsa di Tenco.
Tra censura e perbenismo viene eliminata ancora prima di partecipare una delle migliori canzoni italiane reinterpretata poi da molti artisti.
Il tutto mentre fuori scoppia la protesta.
Nel 1967 l’offensiva USA in Vietnam si rivela un fallimento totale, i Beatles pubblicavano Sgt. Pepper’s, a Citta’ del Capo avveniva il primo trapianto di cuore della storia grazie al chirurgo Christiaan Barnard, nel 1968 sale Dubcek al potere in Cecoslovacchia, c’è la primavera di Praga, il 18 marzo viene introdotta la scuola materna pubblica, e cambia l’assistenza ai pazienti psichiatrici, viene assassinato Martin Luther King, l’Italia vince gli europei di Calcio a Roma.
È anche l’anno del terremoto nel Belice, della contestazione alla Bussola a Marina di Pietrasanta, delle Olimpiadi in Messico e del primo delitto del Mostro di Firenze.
Infine il 1 Marzo a Valle Giulia di fronte alla Facoltà di Architettura di Roma si verificano violenti scontri tra studenti e polizia: come non ricordare tra gli studenti Giuliano Ferrara, militante prima del PCI poi del PSI poi di Forza Italia fino a fondare un suo movimento, giornalista, ministro del Governo Berlusconi, il soggetto parabola e simbolo dell’Italia “il paese che amo”.

… per concludere: roba da Festival:

l’intreccio tra Festival 1968 e delitti del Mostro Firenze è davvero interessante (a dimostrazione di come il Festival contenga sempre oscuri presagi sul destino della storia nazionale) e merita un piccolo approfondimento. Nel 1968 si consumò effettivamente, all’inizio dell’estate, il primo degli otto duplici omicidi che sconvolsero Firenze e dintorni (e non solo) per quasi vent’anni. Il problema è che quasi quarant’anni di indagini non sono mai riusciti a stabilire se questo primo delitto (consumato a Signa, piccolo paese a nord di Firenze) fosse veramente e in che modo collegato agli altri sette. Non solo la modalità è completamente diversa (a essere colpita è sempre una coppia appartata, ma non ci sono segni di mutilazioni sul corpo della donna né tutti gli altri rituali presenti successivamente), ma per questo delitto fu subito trovato il colpevole (il marito della donna), che confessò e quando il Mostro, sei anni dopo, tornò a uccidere, era in carcere. Il problema è che la pistola è fuori da ogni dubbio la stessa degli altri sette duplici omicidi. Un rompicapo su cui ancora gli inquirenti non riescono a fare piena chiarezza. Qual è l’unica certezza di quello strano delitto del 1968? Che Natalino Mele, figlio della donna assassinata, fu prelevato dalla macchina dall’assassino (e, una volta cresciuto, Natalino non ricorda chi fosse, se il padre, lo zio o altri). E che l’assassino, per tranquillizzarlo, gli cantò “La Tramontana” di Antoine, in gara quell’anno a Sanremo;
il cast dell’edizione ’68 fu a dir poco stellare: oltre ad Armstrong (a proposito, la storia dell’equivoco e della sua convinzione di fare una jam session… ovviamente qualcuno per convincerlo a salire su quel palco lo ingannò… ma chi?? l’ennesimo giallo sanremese), Paul Anka, Wilson Pickett, Massimo Ranieri al suo debutto assoluto, i Giganti, Adriano Celentano, Milva… come poteva non essere un anno pazzesco??

A domani con gli anni ’70, non mancate!!

Pasquali&Lestini

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GIORNATA 4

SANREMO HISTORY X – “Potevano vincere”, la storia che ha fatto la Storia – giornata 4
ovvero…
… ASPETTANDO LESTINI A SANREMO (di Lestini & Pasquali)

Sanremisti di tutto il mondo, che voi siate uniti o no, bentornati su questi schermi.
Mentre il Festival va avanti (i resoconti li trovate ogni giorno su “Lestini a Sanremo”), noi (noi, sempre noi, Lestini&Pasquali, la premiata ditta, gli unici e soli e inimitabili) in questo spazio continuiamo col Sanremo che fu.
Archiviati gli anni ’50 e gli anni ’60, oggi nella nostra carrellata approdiamo ai ’70.
E, manco a dirlo, come anno chiave non potevamo che scegliere il mitologico, assurdo, irripetibile, esaltante e tragico 1977…

GRUPPI, GRUPPUSCOLI E L’ORLO DELLA GUERRA CIVILE

Sanremo 1977, l’anno del primo festival al teatro Ariston, e dell’abbandono del Casinò.
Edizione degli scontri diretti, un po’ come la vecchia coppa dei campioni.
Dominano le eliminatorie, ottavi e quarti I Santo California con “Monica”, ma perdono clamorosamente la finale, e si aggiudicano Sanremo gli Homo Sapiens con “Bella da Morire”, che avevano superato le eliminatorie con un solo voto di scarto su Daniela Davoli.
Sanremo dei gruppi musicali, fu la prima edizione completamente a colori, nella quale ricordiamo il lancio di caramelle della Rettore durante la sua esibizione.
Fuori da Sanremo, nel paese reale, è il 1977. L’anno di Carter presidente, si quel Carter che tra le tante permise anche lo sviluppo e legalizzazione della vendita del malto, portando all’aumento del consumo e produzione di birra negli USA.
Ma nel paese reale è il 1977, l’11 marzo a Bologna muore lo studente Francesco Lorusso, per tre giorni la città è avvolta da scontri e barricate, e il ministro dell’interno Cossiga intervenne con i carri armati, vieterà poi ogni manifestazione fino al 31 maggio dopo la morte dell’agente Passamonti.
In Italia si spara, muore Giorgiana Masi muore durante un sit-in radicale a Ponte Garibaldi, viene gambizzato dalle brigate rosse Indro Montanelli, muore con un colpo di pistola Walter Rossi a Roma, muore a Torino durante una manifestazione lo studente Roberto Crescenzio, viene gambizzato Publio Fiori, viene ucciso Carlo Casalegno vicedirettore del La Stampa, ed a Bari viene ucciso a coltellate l’operaio Bendetto Petrone.
Il ’77, una interminabile violenza. Sanremo appare e scompare con una velocità impressionante, la stessa velocità di fuga dall’ospedale militare del Celio di Kappler il 15 Agosto a Roma. Il paese è talmente reale che fuori da Sanremo nasce di tutto, compreso il movimento del ‘77 che prende il via con le contestazioni a Luciano Lama, segretario CGIL, a Roma all’Universita’ da gruppi di autonomi e indiani metropolitani ed è costretto a interrompere il comizio e ad abbandonare la manifestazione.
E forse anche qui il presagio di ciò che stava accadendo è racchiuso in un evento musicale, era il 1976 al Palalido, il processo a De Gregori, ma questa forse è un’altra storia, o forse no.

… per concludere, roba da Festival:

come continuiamo a dire e a sostenere da giorni, occhio a Sanremo, guardatelo con attenzione e avrete uno specchio dell’Italia più fedele di tanti approfondimenti… il Festival fu, in un clima da terrore giacobino, una testa illustre degli anni ’70; le case discografiche lo abbandonarono in toto e la tv, visti i cali di ascolti, lo lasciò perdere per due serate su tre; solo la finale venne infatti trasmessa dalla rai, mentre le prime due serate furono mandate in onda solo in radio; affinché tornasse l’evento nazionalpopolare tra i più attesi dell’anno, occorrerà aspettare la fine dello scontro sociale, il riflusso… in una parola, gli anni ’80…
ma di questo, parleremo domani…

Buon Sanremo a tutti!!

Pasquali&Lestini

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GIORNATA 5

SANREMO HISTORY X – “Potevano vincere”, la storia che ha fatto la Storia – giornata 5
ovvero…
… ASPETTANDO LESTINI A SANREMO (di Lestini & Pasquali)

Sanremisti vicini e lontani,
bentrovati al penultimo atto di questo “Sanremo History X” progettato dalle menti diaboliche di Lestini & Pasquali e che da lunedì sta allietando i vostri affannosi pomeriggi.
Oggi tocca agli anni ’80. E va da sé, senza bisogno davvero di alcuna altra spiegazione, che anche in questo caso la scelta dell’anno “cruciale” di cui particolare era praticamente obbligata e scontata: il 1989, ovviamente.
Quindi, bando alle ciance, e via con il 1989…

QUELLI CHE PROPRIO NON DOVEVANO ARRIVARE…

Il 1989 è uno di quegli anni che saranno raccontati negli annali delle prossime generazioni.
Si insedia alla Casa Bianca George H. W. Bush, un uomo solo va a mani nude contro un carro armato a Piazza Tienanmen, cade il muro di Berlino, viene giustiziato Ceausescu il giorno di Natale praticamente in diretta tv, e poi nasce la lega Nord, Occhetto alla Bolognina annuncia la svolta, Solidarnosc governa in Polonia, Giovanni Paolo II incontra Gorbachev a Roma, a Venezia i Pink Floyd suonano in uno scenario straordinario fatto di barche e chiatte sui canali della città.
A Sanremo invece, dopo averci pensato a lungo, Renato Pozzetto rifiuta la conduzione che viene affidata in tutta fretta ai “figli d’arte” Rosita Celentano, Paola Dominguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi, tutti ricordati per le gaffe, ma non per la loro giovane età.
Beppe Grillo sale sul palco per un suo show comico, e per l’unica volta nella storia del Festival tra la categoria nuove proposte e Big, si inserì una nuova categoria, gli “emergenti”, vinta da Paola Turci con Bambini.
La gara fu stravinta da Anna Oxa e Fausto Leali con “Ti lascerò”, una vittoria senza storia, 5.851.574 voti ricevuti, praticamente il terzo partito in Italia, più del PSI alle europee dello stesso anno, un trionfo.
Non esiste un “volevano vincere” in questo caso, quindi passiamo alla rubrica non dovevano arrivare secondi e nemmeno terzi.
Sì perché salgono sul podio Toto Cutugno, eterno secondo, con “Le mamme”, trionfo del nazionalpopolare, e terzi Al Bano e Romina Power con “Cara Terra mia”, e rimangono ai piedi del podio le canzoni più citate nella cinematografia moderna e più interessanti di Sanremo, Mia Martini con “Almeno tu nell’universo” e Raf con “Cosa resterà degli anni ’80”.
La democrazia sanremese non sempre funziona… per noi malati di calcio ha funzionato solo quella Corinthiana..

…e per concludere: robe da Festival…

i quattro figli d’arte vengono ingiustamente ricordati come i peggiori conduttori della storia del Festival; a parte il fatto che quella finale, in termini di share, risulta la terza più vista di sempre, ci sono state conduzioni peggiori… ma parecchio peggiori… ;
ad ogni modo, che il Muro di Berlino stesse per crollare e il mondo per cambiare per sempre, era fin troppo chiaro… fu la prima volta che fu utilizzato Sanremo come vetrina promozionale per futuri programmi Rai, con tanto di ospiti che con la musica non c’entravano nulla ma che servivano solo come testimonial dei palinsesti… come dire, non esisteva ancora né Berlusconi politico né il berlusconismo, ma il terreno si preparava e stava diventando propizio per il suo avvento;
tornando ai figli d’arte, c’è comunque da ricordare una gaffe così apocalittica che più apocalittica non si può, praticamente la più clamorosa della storia del Festival; la fece Paola Dominguin, che nel citare la sigla (era “Piove”) disse che era del grande RENATO Modugno;
il cast di cantanti era assolutamente vario, passando da trashate molto più che imbarazzanti (Marisa Laurito che canta “Il babà è una cosa seria”, Francesco Salvi, Gigi Sabani e il Jovanotti molto prima di iniziare a pensare positivo, quello “no Vasco no” per capirci) alla contemporanea presenza di tanti e tali mostri sacri (Mia Martini, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Enzo Jannacci, Raf, Ron, Tullio De Piscopo);

Ad ogni modo, è caduto il Muro di Berlino, in Italia è arrivata la Seconda Repubblica, il mondo è cambiato, tutto è cambiato ma Sanremo no.
È sempre lì.
E sempre lì, anzi qui, saremo noi (la premiata ditta Pasquali&Lestini) domani, alla stessa ora, per chiudere degnamente questa rassegna con gli anni ’90.
A domani!

#aspettandolestiniasanremo
#sanremohistoryx
#potevanovincere
#lastoriachehafattolaStoria


GIORNATA 6

Sanremisti della terra e dell’iperspazio, che la forza sia con voi.
Eccoci giunti all’appuntamento finale di questa colossale rassegna in cui la premiata ditta Lestini&Pasquali vi ha accompagnati in lungo e in largo nei prati sterminati della storia sanremese.
Come largamente annunciato, il finale è riservato agli anni ’90. E quale anno migliore può rappresentare il decennio se non quel 1994 in cui l’Italia cambiò per sempre? Quel 1994 in cui ogni singolo aspetto, dal più importante al più trascurabile, della nostra vita odierna trova inesorabilmente e implacabilmente origine?
Perciò, signore e signori, ecco a voi il 1994…

LA STORIA SI RIPETE…

Sanremo 1994.
Baudo Baudo e solo Baudo, presenta, se la suona, se la canta, organizza tutto, e gli riesce pure. Cannelle e la Oxa lo accompagnano.
Vince Bocelli nelle nuove proposte, vince Aleandro Baldi con “Passerà”. Per questa ultima puntata della rubrica il potevano vincere lo lasciamo solamente intuire, diamo solo la classifica: 2° “Signor Tenente” di Faletti, 3° “Strani amori” di Laura Pausini, 4° “Non è un film” di Gerardina Trovato, 5° “Cinque Giorni” di Michele Zarrillo, 6° “I soliti accordi” Jannacci e Paolo Rossi, 7° “Maledette Malelingue” Ivan Graziani, 8° “Amare amare” di Andrea Mingardi… facciamola finita qui ma appare tutto chiaro, almeno ai nostri occhi.
Per la cronaca, arrivano al 19° posto Squadra Italia che canta “Una vecchia canzone italiana”, una canzone che non ha fatto sicuramente la storia della musica.
D’altronde è il 1994 , l’anno della morte di Kurt Kobain, delle prime elezioni multirazziali in Sudafrica e Mandela diventa Presidente, dell’inaugurazione del tunnel della Manica, viene scoperto in Argentina Erich Priebke, uno dei responsabili delle fosse ardeatine, dell’uccisione del calciatore colombiano Escobar dopo l’autogol ai mondiali, a l’Aja si apre il processo contro Tadic, accusato di genocidio e torture… e in Italia? “l’Italia è il paese che amo, qui ho le mie radici, i miei orizzonti, le mie speranze…un nuovo miracolo italiano” immagini in dissolvenza, sipario, sigla “sentirai una radio che suona lontana, canterà una vecchia canzone italiana”.
“La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa” o viceversa.

… e per finire: cose da Festival…

a testimonianza definitiva di come quell’anno venne sovvertita ogni logica (prima a Sanremo e poi in Italia), è importante (e illuminante) rimembrare il Sanremo giovani, dove vinse Bocelli, ma il vero pezzo da novanta, ovvero Giorgia, non è che finì seconda o terza… ma addirittura SETTIMA… cioè SETTIMA!! Voi penserete magari presentava una canzonaccia… e invece no, cantava “E poi”, vale a dire uno dei cavalli di battaglia del suo repertorio;
Giorgia si prese la rivincita l’anno dopo, vincendo sia Sanremo giovani che Sanremo big con “Come Saprei”… ma era il febbraio del 1995, e qualcosa stava cambiando… ;
per finire, sempre sulla linea “Sanremo profetico per la storia d’Italia”, vi invitiamo a riflettere sul titolo della canzone vincitrice: “Passerà”… purtroppo no, non è passata… anzi, ci abbiamo ancora paurosamente a che fare…

Orbene, prima di salutarvi, prende parola il Lestini per una considerazione personale: nel 1994 ancora non conosceva il Pasquali. L’incontro sarebbe avvenuto circa un anno e mezzo dopo quel Sanremo, una notte d’estate in cui tutto doveva finire entro mezzanotte e invece terminò alle quattro passate.
Da allora, un’amicizia fraterna e mai interrotta.
Di certo, dice il Lestini, è assolutamente impossibile immaginarsi un Sanremo senza Pasquali.
In generale, è impossibile pensare una vita senza Pasquali al suo fianco.

Grazie a tutti di averci seguito.
Ci rivediamo l’anno prossimo, quando chissà cosa ci inventeremo..
Cominciate a preoccuparvi!!

Pasquali&Lestini

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