La Giornata della Memoria e la campagna elettorale

Se la Giornata della Memoria ha un senso, è senz’altro quello di non dimenticare la Storia (esse maiuscola d’obbligo), conoscere il nostro passato per capire il presente e nella convinzione che, chi non ha passato, non può avere alcun futuro.
Ovvio, logico e indispensabile che una settimana come questa diventi l’occasione (a scuola, nei luoghi pubblici, in televisione, sui giornali…) per riflettere su avvenimenti ed episodi fondamentali e cruciali del novecento: l’antisemitismo (che di certo esisteva ben prima delle leggi di Norimberga), il successo tragicamente travolgente dei totalitarismi, il significato del termine genocidio, i nessi tra crisi economica e nazismo, il ventennio fascista. E, ovviamente, i campi di sterminio e l’olocausto.
Peccato però che ogni anno, tanto questa quanto altre ricorrenze simili, si trasformino nel terreno ideale per strumentalizzazioni che spaziano dal becero al vergognoso. E che, soprattutto, con la riflessione sugli eventi di cui sopra, non hanno davvero nulla a che vedere.
Strumentalizzazioni quest’anno, almeno qui da noi, in Italia, ancora più forti e tangibili in virtù delle elezioni politiche alle porte.
Così la Giornata della Memoria si trasforma, assurdamente e in maniera del tutto inconcepibile, in materia di campagna elettorale, dove giudizi, commenti e prese di posizione, tanto le condanne indignate quanto le ambigue strizzate d’occhio, non hanno alcun senso se non quello di raschiare il fondo del barile di un elettorato allo sbando.
Sparare frasi lapidarie, scrivere tweet fulminanti (come accade puntualmente da una settimana) in cui si dice che il fascismo è stato un governo criminale o che il fascismo ha fatto anche cose buone, oltre che rispondere a logiche furbe e squallidamente interessate, non ha il benché minimo valore.
Non è certo con gli slogan e con le frasi a effetto che si riflette sulla Storia, che si può comprendere chi siamo stati, chi siamo e chi potremo essere.
Ma questo non lo capiamo. O non lo vogliamo capire, e cediamo e partecipiamo, ciechi e rissosi, al vuoto cosmico di chi ha la pretesa di rappresentarci.
Cediamo e partecipiamo all’oblio. Quell’oblio dove, cancellando il passato, si distrugge il presente e si nega qualsiasi futuro possibile.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *