Il mondo reale

Giovedì scorso, 30 novembre, si è celebrata come ogni anno la Festa della Toscana in memoria dell’abolizione della Pena di Morte e della Tortura, avvenuta – primo caso nel mondo – nel 1786 nell’allora Granducato a opera di Pietro Leopoldo.
Con i miei ragazzi ho partecipato alla Seduta Solenne del Consiglio Regionale in cui si è celebrata la ricorrenza.
Abbiamo ascoltato per due ore, da parte di autorità e personaggi pubblici più o meno importanti, diluvi di parole orgogliose ed entusiaste per il progresso inarrestabile dei diritti umani, per quel mondo più giusto e civile nato in quel lontano 1786 e di cui oggi noi continuiamo a raccogliere i frutti.
Questo dentro, al chiuso di un teatro.
Fuori, nel mondo reale, nelle piazze polacche si innalzano su forche simboliche i ritratti di sei eurodeputati, gruppi di naziskin interrompono a loro esclusivo arbitrio riunioni pacifiche auto eleggendosi giudici del bene e del male, la necessità di una legge sulla tortura continua a dividere la politica e l’opinione pubblica italiana, l’umanità è di nuovo sotto la minaccia di una guerra nucleare e gli Stati cosiddetti democratici continuano a fare affari d’oro con regimi dove la lapidazione, la tortura e l’assenza dei diritti più elementari sono normalità impossibili da abbattere.
Mi viene in mente la splendida – e dolorosissima – poesia di Quasimodo “Uomo del mio tempo”.
Soprattutto, come sintesi della settimana, penso che forse ci vorrebbero meno celebrazioni e più azioni. E che ogni iniziativa, dal chiuso rassicurante e ovattato di un teatro, andrebbe portata nella polvere inquietante del mondo reale.

#LuneDiBlog
#laSettimanaInTremilaBattute
#resistenzeRiccardoLestini

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