Morti innocenti

“Ha più morti innocenti sulla coscienza TOTÒ RIINA o EMMA BONINO?”
Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook Don Pieri, sacerdote, teologo e anche (forse soprattutto) docente di lettere al prestigioso Liceo Galvani di Bologna.
Parole che non è davvero possibile etichettare semplicemente come “forti”, “pesanti” o provocatorie.
Sono, letteralmente, parole gravissime, sconsiderate, abominevoli.
Parole criminali.
Siamo molto, ma molto al di là del legittimo pensiero etico in materia di aborto.
Come può un uomo di cultura, un INSEGNANTE, anche solo pensare di equiparare un criminale macchiatosi di omicidi, stragi, torture, sevizie, un uomo che è stato capo indiscusso della più grande organizzazione criminale d’Italia, il responsabile e l’artefice di una delle stagioni più nere della nostra storia, con una attivista politica che per tutta la vita si è impegnata per il riconoscimento e la tutela dei diritti umani?
Il tutto a pochi giorni di distanza da un’altra atrocità “clericale”, quella del sacerdote che – sempre a Bologna- ha dichiarato di non provare alcuna pietà per la quattordicenne stuprata alla stazione.
Una Chiesa cupa, fosca, feroce. In netto contrasto con quella immagine aperta e tollerante che il pontefice cerca da anni di propagandare.
Non so quale sia il vero volto. Di certo simili parole inquietano e sgomentano.
Ma una cosa, in mezzo a tanto sgomento, mi viene da dirla comunque: visto che parliamo di morti innocenti, si è mai chiesto, egregio Don Pieri, da storico quale è, quanti, in secoli di storia certo più sanguinaria che illuminati, ne ha sulla coscienza la sua Chiesa? Quante torture, quanti massacri sono stati benedetti nei secoli dagli abiti sacri? E quante guerre e atrocità si sono commesse in nome della Croce?

#resistenzeRiccardoLestini

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