Marlene Dietrich – “Lili Marlene”

Il testo lo scrisse un poeta semisconosciuto di Amburgo, Hans Lelp, che combatté sul fronte russo durante la Prima Guerra Mondiale, componendo un poemetto completamente antimilitarista che denunciava senza remore l’assurdità del conflitto.
Poi Norbert Schultz, musicista e compositore, nel 1938, ne travisò completamente il significato, trasformandolo in una marcia militaresca e sperando di farne una canzone di propaganda.
Tentativo vano. La potenza di quelle parole arrivò intatta in tutta la sua forza a squarciare le notti dei soldati impegnati al fronte. E la canzone, trasmessa ogni giorno di guerra dalle radio, arrivò incessamente alle orecchie dei soldati a ricordargli la tragedia immane in cui erano capitati.
Il resto lo fece l’interpretazione della divina Marlene Dietrich.
E per tutta la Seconda Guerra Mondiale, trasmessa dalle radio di mezzo mondo, fu uno squarcio quotidiano di poesia in mezzo all’orrore, fu le lacrime dei soldati di ogni schieramento, fu la ribellione interiore più potente alla follia.
Goebbels e il governo nazista provarono a censurarla.
Ma, potenza incommensurabile della musica e della poesia, dovettero arrendersi alle migliaia di lettere di protesta dei soldati e dovettero continuare a permetterne la diffusione.
Quando la bellezza sconfigge l’orrore.

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