La più odiata dagli italiani

Laura Boldrini è, indiscutibilmente, “la più odiata dagli italiani”.
I motivi di questo singolare primato, sinceramente, mi sfuggono.
Senza dubbio a scatenare le polemiche è, prima di tutto, ciò che rappresenta, l’essere vista come il simbolo incarnato di quella “sinistra ricca” (o radical chic), snob e altezzosa così tanto nell’occhio del ciclone, nonché le sue posizioni in materia di immigrazione, tema mai scottante come oggi.
Non mi sembra tuttavia che questo possa bastare a spiegare un’avversione le cui proporzioni hanno davvero ben pochi precedenti nella nostra storia recente, soprattutto se si pensa rivolta a una carica, quella del Presidente della Camera, priva di qualsiasi potere decisionale ed esecutivo, ma limitata quasi esclusivamente alla più pura rappresentanza.
Non ho comunque particolari pretese o interessi nel capire le ragioni reali e profonde di tutto questo.
Ciò su cui invece cade la mia attenzione è come quest’odio sia riuscito, e riesca, a far mancare alla Boldrini solidarietà e appoggio dove sarebbero non soltanto auspicabili, ma addirittura ovvi e scontati. Ovvero, riguardo le continue offese e minacce di natura sessuale e sessista che la Presidente della Camera subisce quotidianamente.
Al di là dei silenzi e ancor di più al di là delle beceraggini di chi queste offese e minacce le compone, le alimenta e le supporta, colpiscono soprattutto i commenti e le motivazioni di chi, pur non partecipando all’arena delle ingiurie e pur condannandole, spiega e giustifica tale mancanza di solidarietà.
Leggo continuamente come “l’outing” della Boldrini, ovvero il suo non essere rimasta in silenzio, il suo continuo denunciare gli attacchi sessisti ricevuti, sia fuori luogo, assurdo, sostanzialmente immotivato.
Il ragionamento di fondo di tali commenti è, in estrema sintesi, che “noblesse oblige”. Vale a dire che sarebbe normale, per chi si espone e ricopre certe cariche a simili livelli, esporsi ad attacchi e offese del genere. Che tutte le donne maggiormente esposte in politica subiscono continuamente attacchi sessisti simili, ma visto che sono da sempre perfettamente consapevoli come sia una logica conseguenza del ruolo che hanno scelto di ricoprire non è che ne fanno, a differenza della Boldrini, una questione di Stato ogni giorno.
Mi chiedo, nell’ordine:
è così?
è veramente così?
davvero vogliamo ritenere “normali” offese e minacce sessiste verso tutte le donne che fanno politica e che ricoprono ruoli e cariche particolarmente importanti?
davvero dobbiamo accettare come “normale” – e di conseguenza non fare nulla in proposito – che una donna in politica venga offesa così?
Che poi la maggior parte delle donne “esposte” in politica subisca, al pari della Boldrini, offese di questo tenore è vero, verissimo.
Ma chiediamoci ancora:
chi è che sbaglia?
sbaglia Laura Boldrini a denunciare tutto questo o sbagliano le altre donne a tacere?
 
#resistenzeRiccardoLestini

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