… e c’è sempre tanta musica nell’aria…

La prima stagione de “I segreti di Twin Peaks” termina con lo sparo che non ti aspetti.
Un colpo di scena da antologia che ti lascia lì, occhi sgranati, gola secca e sostanzialmente inebetito. Soprattutto, per chi come il sottoscritto questo sparo che non ti aspetti ha avuto il privilegio di vederlo in prima visione, in quel remoto 1991 quando la serie andò in onda per la prima volta in Italia, lascia addosso una smania a dir poco cosmica.
Quel mesetto scarso che separò la messa in onda dell’ultima puntata della prima stagione e quella della prima della seconda, fu davvero un conto alla rovescia.
Troppe cose in sospeso, troppi misteri da risolvere, troppi enigmi in testa.
E poi quello sparo… chi aveva premuto il grilletto?

—ATTENZIONE… DI SEGUITO VENGONO SVELATI TRAME E FINALI… SE NON HAI MAI VISTO LA SERIE OPPURE NON TE LA RICORDI E DESIDERI GODERTELA, NON PROSEGUIRE NELLA LETTURA —

Eravamo rimasti, nel post precedente, all’assurdo sogno di Cooper.
Sostanzialmente, resta l’unico vero delirio completamente onirico presente nelle prime puntate. Per il resto, a parte qualche spruzzata qua e là, la prima stagione continua nel solco di un sostanziale realismo “giallo”.
E queste spruzzate qua e là sono principalmente:
1) a Sarah Palmer viene chiesto di fare l’identikit dell’uomo visto in sogno. Il risultato è l’uomo dai capelli lunghi e grigi, ovvero il misteriosissimo e inquietante BOB sognato anche da Cooper.
2) Cooper decide di cercare l’uomo senza un braccio, ovvero l’altrettanto misterioso Mike che, sempre in sogno, gli aveva parlato di mondi sospesi e di come, un tempo, fosse socio “di omicidi” di BOB. Quest’uomo senza un braccio viene effettivamente trovato dal vice di Truman, Hawk, ma si tratta di un semplice venditore di scarpe che non si chiama Mike, ma Philip.
3) Entra prepotentemente in scena “la signora del Ceppo”, cioè Margareth, una stramba signora che vive nei boschi e parla con un ceppo d’albero (sostenendo che sia lo spirito di suo marito defunto). Dice che la notte dell’omicidio il suo ceppo “ha visto qualcosa”. Vale a dire due uomini (chi?), due donne (cioè Ronnette e Laura), una baita (dove?) e un terzo uomo (chi?).

Sogni a parte, le indagini proseguono.
Vari indizi, in particolare un frammento di fiches dell’One Eyed Jack ritorvato nel corpo di Laura, portano Cooper sulle tracce di Jacques Renault, croupier in quel casinò e implicato nel traffico di cocaina assieme a Leo Johnson. Jacques risulta latitante, ma nella sua casa vengono trovate copie della rivista pornografica dove sia Laura sia Ronnette pubblicavano annunci. Soprattutto dalla perquisizione viene trovata la camicia insanguinata di Leo Johnson, messa in casa di Jacques da Bobby Briggs per incastrare i due e tenersi i soldi della cocaina.
Per Cooper e lo sceriffo, Jacques e Leo sono tra i responsabili della morte di Laura.
Interpretando le frasi della Signora del Ceppo, Cooper e gli uomini dello sceriffo trovano la famosa baita nei boschi, appartenente a Jacques. La baita, dove presumibilmente la notte dell’omicidio Jacques e Leo avevano fatto un “festino” con Laura e Ronnette, è fasciata di tende rosse (come la stanza della Loggia Nera sognata da Cooper), e quando entrano per perquisirla trovano un disco che gira continuamente a causa della puntina incantata (“e c’è sempre tanta musica nell’aria”, come aveva detto il Nano). Trovano inoltre delle corde, con cui Laura fu legata per un gioco erotico (“le mie braccia si piegano all’indietro”, aveva detto Laura a Cooper in sogno).
E ifnine trovano Waldo, una gracula indiana di proprietà di Jacques capace di riprodurre la voce umana. E che probabilmente, può essere un testimone d’eccezione di quella notte.
Cooper si reca all’One Eyed Jack sotto falso nome, e riesce a tendere una trappola a Jacques. Questi, pensando di avere davanti un cliente mandato da Leo per la cocaina, gli racconta tutto di quella notte, del festino erotico e di come avevano giocato legando le ragazze. Solo che, racconta Jacques, lui e Leo si sono azzuffati per futili motivi, Jacques è svenuto e al suo risveglio non c’era più nessuno, né Leo né le ragazze.
Caduto in trappola, Jacques viene arrestato per l’omicidio di Laura. Durante l’arresto c’è una collutazione e Jacques viene ferito da un colpo di pistola. Leland Palmer, padre di Laura, raggiunto dalla notizia che è stato catturato l’assassino di sua figlia, si reca all’ospedale dove Jacques è stato ricoverato e lo uccide strangolandolo con un cuscino.

Contemporaneamente esplodono milioni di sottotrame:
Audrey Horne, innamorata di Cooper, per aiutarlo nelle indagini si è recata sotto falso nome all’One Eyed Jack dove si fa assumere come prostituta, scoprendo che il proprietario del bordello è suo padre;
Leo Johnson riceve da Benjamin Horne l’incarico di bruciare la segheria Packard; avendo scoperto che sua moglie Shelley è l’amante di Bobby, la lega all’interno della segheria prima di appiccare il fuoco, e poi va da Bobby per vendicarsi; prima però, pensa bene di passare all’ufficio dello sceriffo e sparare a Waldo che, non udito da nessuna, stava ripetendo “Laura… Laura… Leo no… Leo no… fa male…”; non riesce a far fuori Bobby, perché raggiunto a sua volta dal proiettile di un sicario di Benjamin Horne, che lo spedisce direttamente in coma;
visto che dal giorno del funerale è arrivata a Twin Peaks Maddy Ferguson, cugina di Laura alla quale somiglia spaventosamente (solo ha i capelli neri), Donna e James – che pensando che l’assassino di Laura sia il suo psichiatra dottor Jacoby – pensano bene di attrarlo fuori da casa mostrandogli un video in cui Maddy, travestita da Laura, gli dà un appuntamento; al poveretto, mentre va all’appuntamento, non solo viene un infarto, ma viene pure colpito da un misterioso aggressore, mentre Donna e James, in casa sua, non trovano niente di niente.

L’agente Cooper, tornato in albergo, solleva il giubbotto antiproiettile a causa di un insetto fastidioso. In quel momento bussano alla sua porta. Apre. Un uomo mascherato spara tre colpi che lo freddano all’istante.

Fine prima stagione.
Da evidenziare, su tutto il resto:
l’ultima puntata, la numero 7, intitolata “L’ultima notte” e diretta da Mark Frost, è assolutamente da antologia… davvero tutte queste sottotrame intrecciate, che a raccontarle è un pandemonio, in quei cinquanta minuti si intersecano alla perfezione in un marchingegno perfetto (che avrebbe reso orgoglioso Aristotele): tutte salgono di tensione all’unisono per interrompersi nello stesso identico punto e convogliare insieme al climax dell’attentato improvviso e imprevisto all’agente Cooper.
Tutti gli indizi misteriosi, quelli del Nano, del Ceppo e via dicendo… ora, oltre che terribilmente inquietanti, hanno dentro una strana poesia che li rende indimenticabili al primo ascolto… restano impressi per sempre.
Il personaggio di Maddy, la cugina di Laura, pare che all’inizio non dovesse esserci. Lynch lo inventò solo per dare spazio a Sheryl Lee, scritturata inizialmente per interpretare il cadavere di Laura Palmer. Poi, vista la straordinaria bravura dell’attrice, Lynch creò quel personaggio. Una casualità che però divenne fondamentale: proprio in questa “identità” tra le due cugine risiede la filosofia del doppio alla base di tutta la serie, soprattutto a partire dalla seconda stagione.

(continua… )

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