Chi ha ucciso Laura Palmer?

La serie che avrebbe cambiato per sempre la storia della televisione, ovvero “I segreti di Twin Peaks”, ideata da David Lynch e Mark Frost, arrivò sugli schermi italiani (canale 5, sponda Mediaset, che all’epoca, quando ancora il cavaliere non era sceso in campo, faceva man bassa di tutte le novità più importanti e interessanti a livello internazionale) nel gennaio del 1991, appena qualche mese dopo la premiére statunitense (per i tempi, con internet che ancora non esisteva e senza l’ossessione dello spoiler, un tempo davvero minimo).

L’episodio pilota andò in onda martedì 9 gennaio, preceduto da una campagna pubblicitaria davvero senza precedenti. E, in ogni caso, efficacissima. Il trailer non spiegava sostanzialmente nulla né della trama né dei personaggi. Si capiva soltanto che si parlava di una diciassettenne del nord degli Usa misteriosamente uccisa e ritrovata sulla spiaggia avvolta nella plastica. Si vedeva e rivedeva, nel trailer, la scena poi divenuta strafamosa del ritrovamento del cadavere, con le mani del dottor Hayward che aprono il sacco di plastica svelando il volto cianotico della ragazza, interpretata da Sheryl Lee (nessun’attrice a eccezione della Lee, né prima né dopo “Twin Peaks”, deve la sua fama planetaria al ruolo di un cadavere), con la voce fuoricampo che ripeteva il celebre tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?”.
Poi, seguivano immagini e fotogrammi sparsi. Ma soprattutto l’immagine degli alberi del bosco di Twin Peaks mossi dal vento. E commentati dalla musica ipnotica e bellissima di Angelo Badalamenti.

Ma di che cosa parla “I segreti di Twin Peaks”?
Nonostante una storia oggettivamente complessa, piena di sottotrame e che nella seconda stagione vira decisamente verso un fantastico e un soprannaturale spesso criptico e deliberatamente assurdo, gli argomenti centrali della serie sono facilmente individuabili e riassumibili.
Il tema centrale è il doppio, la duplicità e la doppiezza insita in ogni essere umano, essere e apparire, bene e male, bianco e nero, yin e yang. La morte di Laura Palmer è il pretesto, l’elemento scatenante per affrontare questa tematica a trecentosessanta gradi: l’omicidio svela che, al di là dell’apparenza di ragazza modello, la giovane vittima nascondeva una vita torbida e perversa fatta di tossicodipendenza e prostituzione. Ma l’omicidio porta alla luce il lato oscuro dell’intera cittadina, all’apparenza placida e tranquilla ma in realtà permeata di segreti e misteri.
La storia dell’omicidio ha permesso agli autori di sviluppare questo tema su un doppio livello: uno assolutamente realistico, dove il doppio diventa la metafora dell’ipocrisia benpensante della provincia americana, e uno assolutamente metafisico, dove il doppio è la convivenza tutt’altro che pacifica, ma anzi conflittuale e spaventosa degli opposti all’interno dell’anima di ogni essere umano.
Del resto, che il tema centrale della serie sia il doppio, è dichiarato a partire dal titolo (“Twin Peaks”, letteralmente “vette gemelle”, due montagne identiche) e soprattutto a partire dalla sigla, dove in sequenza si vedono due piccoli uccelli, due cascate che si vanno a congiungere in una e due anatre sul lago. E infine, la prima inquadratura dell’episodio pilota è quella di un soprammobile con due levrieri scolpiti. E la seconda ci mostra Josie Packard allo specchio. Lo specchio appunto, che non a caso sarà uno degli elementi più ricorrenti nella serie.

A questo punto, in attesa di questa benedetta terza stagione, iniziamo a rinfrescarci la memoria e iniziamo un vero e proprio viaggio all’interno della storia, dei personaggi e delle atmosfere di questa serie leggendaria.
Iniziamo dall’inizio, ovvero dall’episodio pilota, che gli autori intitolarono “Passaggio a Nord-Ovest” (originariamente, doveva essere il titolo di tutta la serie).

—ATTENZIONE… DI SEGUITO VENGONO SVELATI TRAME E FINALI… SE NON HAI MAI VISTO LA SERIE OPPURE NON TE LA RICORDI E DESIDERI GODERTELA, NON PROSEGUIRE NELLA LETTURA —

Siamo nel 1989 (anche se, come spesso accade nelle opere di Lynch, la connotazione temporale è asssolutamente ambigua… Twin Peaks infatti, nei costumi, negli arredi e in ogni elemento scenografico, richiama un’atmosfera retrò indefinita e indefinibile, privandolo di una vera e propria cronologia e, di fatto, rendendolo un “non luogo”), cittadina di Twin Peaks, estremo nord dello stato di Washinghton, a pochi chilometri dalla frontiera canadese.
All’inizio l’atmosfera è quella del più classico dei gialli.
Il pescatore Pete Martell rinviene sulla spiaggia un cadavere avvolto nella plastica, che – una volta giunti sul posto lo sceriffo Truman e il dottor Hayward in qualità di medico legale – si scopre subito essere quello di Laura Palmer, diciassettenne, figlia unica di una famiglia molto in vista nella comunità, amata, stimata e benvoluta da tutti: reginetta della scuola, voti altissimi, impiegata part time al reparto profumi dei grandi magazzini Horne, attiva nel sociale con la consegna di pasti a domicilio per anziani soli o infermi, aiuto di un ragazzo handicappato, fidanzata del capitano della squadra di footbal, Bobby Briggs.
Proprio sugli ultimi movimenti di Bobby si concentrano inizialmente le indagini, condotte da Truman assieme ai suoi vice Hawk e Brennan. Dal momento che quella mattina il ragazzo non è andato agli allenamenti, e non sa fornire una spiegazione valida del perché (era in realtà con la sua amante Shelley Johnson, cameriera e soprattutto moglie di Leo Johnson, un temuto criminale locale), viene trattenuto in carcere.
Nel frattempo la notizia fa rapidamente il giro della città scuotendo e sconvolgendo profondamente la città. Perquisendo la stanza della ragazza, Truman e i suoi trovano in particolare il diario segreto di Laura e una videocamera. In un primo interrogatorio ai genitori di Laura, Sarah e Leland, emerge come la ragazza sia tornata a casa intorno alle nove di sera, che gli abbia dato la buonanotte e sia andata subito a dormire. Anche se, circa un’ora più tardi, avrebbe ricevuto una telefonata.
Contemporaneamente, appena oltre il confine canadese, viene trovata – seminuda, in avanzato stato di assideramento, cosparsa di lividi e tumefazioni e in completo stato confusionale – Ronnette Pulanski, coetanea e compagna di scuola di Laura.
La connessione tra i due eventi è immediata. E mentre Ronnette, portata in ospedale, finisce in coma, dal momento che ha varcato la frontiera viene chiamata a indagare l’FBI.
Arriva sul posto l’agente speciale Dale Cooper, il vero protagonista della serie. Inflessibile e stravagante, animato da sani principi e da un senso etico della giustizia immenso. Dotato di intuito geniale, il suo metodo coniuga un estremo rigore scientifico con sistemi deduttivi che indagano spesso e volentieri la dimensione onirica e soprannaturale. Amante del caffè e dei dolci, in particolare della torta di mele, racconta ogni momento delle indagini in un registratore portatile, rivolgendosi alla sua segretaria Diane.
Sin dal suo primo giorno in città, oltre a stabilire da subito un profondo feeling con Truman e i suoi uomini, Cooper imprime svolte sensibili alle indagini.
Viene anzitutto stilato un elenco di persone vicine a Laura il cui nome – o cognome – inizia per J, dal momento che nel suo diario la ragazza, il giorno della morte, aveva scritto questa nota: “sono nervosa, incontrerò J. stanotte”. Sempre all’interno del diario viene trovata la chiave di una cassetta di sicurezza all’interno di una busta trasparente con dei residui di cocaina. All’interno della cassetta vengono trovati 10mila dollari e una rivista pornografica che, nella sezione di annunci per incontri erotici e scambisti, reca la foto di Ronnette Pulanski.
Successivamente viene esaminato il video contenuto nella videocamera: è il video di un picnic in cui si vede Laura ridere e scherzare con la sua migliore amica Donna. Mentre Donna, chiamata a rispondere su chi avesse girato quel video, non dà risposte convincenti (vuole proteggere James Hurley, con cui Laura aveva una storia all’insaputa di Bobby), Cooper nota, sempre nel video, riflessa negli occhi di Laura una moto Harley Davidson. Mentre cadono le accuse a carico di Bobby, si inizia a cercare questo motociclista.
Ma l’elemento più importante emerge dal primo esame al cadavere di Laura. Cooper chiede immediatamente di esaminare le unghie della ragazza. Trova esattamente ciò che stava cercando: sotto l’unghia l’assassino ha infatti lasciato la sua firma, un minuscolo frammento di carta con la lettera R stampata sopra. Racconta allo sceriffo Truman di come l’anno prima, a sud dello stato, con le stesse identiche modalità sia stata uccisa un’altra giovane donna, Teresa Banks (caso archiviato come irrisolto, vista l’assenza di piste concrete da seguire e visto che la vittima non aveva contatti né famiglia nella zona).
Di conseguenza Laura Palmer sarebbe la seconda vittima (e Ronnette Pulanski poteva essere la terza) dello stesso assassino. Di conseguenza siamo davanti a un serial killer.
La maniacalità dell’omicidio viene ribadita dalla scena del crimine. Brennan e Hawk trovano il luogo del delitto: un treno abbandonato dove sono state portate le due ragazze. C’è un cumulo di spazzatura con sopra una catenina con un mezzo cuore. E c’è della carta dove l’assassino ha scritto col sangue FUOCO CAMMINA CON ME.
Donna, saputo che la polizia sta cercando un motociclista e che sta cercando contemporaneamente il proprietario dell’altra metà della catenina, mette in guardia James (che, effettivamente, possiede l’altra metà del cuore, regalatogli qualche settimana prima da Laura). I due si addentrano nel bosco di notte e, dopo essersi scambiati un bacio, nascondono sotto un cumulo di terra il mezzo cuore.
Poco dopo vengono fermati dalla polizia: Donna viene riportata a casa e James trattenuto in carcere per accertamenti.
Alla fine della lunghissima giornata la madre di Laura, Sarah, ha una visione: una mano avvolta in un guanto che dissotterra la catenina e la porta via.

Attenzione ai particolari.
Questa serie inaugura quella attenzione ai particolari che è diventata un vero e proprio marchio di fabbrica dei prodotti di questo genere. Perciò la cura estrema dei personaggi secondari, prima di tutto. Ma anche alle cosiddette “controscene”, ovvero a ciò che accade sullo sfondo della scena principale. Questo non tanto nel pilota che abbiamo appena raccontato, quanto negli episodi successivi: attenti – ma davvero molto attenti – a ciò che accade sullo sfondo in TUTTE LE SCENE ambientate nella hall o nella sala colazioni del Great Northern Hotel.
Per il pilota, riguardatelo e fate attenzione a un particolare impercettibile. Nell’ultima scena, mentre Sarah Palmer si alza di scatto dal divano urlando per la visione appena avuta, nello specchio sopra di lei, si vede riflessa l’immagine di BOB.
Chi è costui?
E perché appare proprio lì?

(continua… )

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