Che il gigante sia con te

La seconda stagione de “I segreti di Twin Peaks” si compone di 23 episodi, nettamente divisi in due parti. I primi 10, strettamente legati alla prima stagione, portano gradualmente alla risoluzione del caso della morte di Laura Palmer e a svelare il nome del suo assassino. Gli altri, pur proseguendo nel solco della serie, imboccano altre strade e sviluppano inevitabilmente altre sottotrame.
Come già detto e già scritto nei post precedenti, la lavorazione della seconda stagione ebbe una storia tutt’altro che semplice e assolutamente tribolata.
Da subito, sorsero contrasti e dissidi tra il network produttore della serie, l’ABC, e i due creatori Lynch e Frost. L’ABC, al fine di capitalizzare immediatamente l’immenso successo della serie, chiese, o meglio impose, di svelare rapidamente il nome dell’assassino. Lynch e Frost, convinti che perdere il mistero centrale avrebbe comportato la morte della serie, erano tutt’altro che d’accordo. Ma alla fine dovettero cedere.
Di queste traversie produttive, la qualità della seconda serie finisce ovviamente per risentirne.
Tuttavia, i primi 10 episodi si mantengono su livelli alti. Anzi, diciamo pure altissimi.
Certo, rispetto alla prima stagione, c’è qualche sbavatura dovuta alla fretta imposta dall’ABC e dai ritmi televisivi sempre più stringenti che imponevano a volte di girare quasi a ridosso della messa in onda, ma in generale, visto anche l’impegno e la presenza totale di Lynch e Frost nella lavorazione di questi primi 10 episodi, il risultato è di nuovo straordinario.
Episodi che, si diceva, sono l’assoluta continuazione della prima stagione e con essa costituiscono un nucleo compatto e indissolubile, ma con una decisa virata verso elementi mistici e soprannaturali.

—ATTENZIONE… DI SEGUITO VENGONO SVELATI TRAME E FINALI… SE NON HAI MAI VISTO LA SERIE OPPURE NON TE LA RICORDI E DESIDERI GODERTELA, NON PROSEGUIRE NELLA LETTURA —

Avevamo lasciato Cooper moribondo, freddato da un colpo di pistola sparato da un misterioso aggressore. Nella prima sequenza della seconda stagione, questa virata verso il soprannaturale è subito chiara: a Cooper appare un gigante che dice di essere lì per aiutarlo. Pronuncia tre frasi misteriose destinate ad avverarsi: “c’è un uomo chiuso in un sacco che ride” (è Jacques Renault, ucciso da Leland Palmer, il cui body bags viene appeso come fosse una bocca che ride), “senza medicine lui è perduto” (riferendosi all’uomo senza un braccio, che manifesta la sua natura di spirito solo se il corpo di cui è ospite non assume una misteriosa droga), “i gufi non sono quello che sembrano” (riferendosi al fatto che il volto dell’assassino di Laura Palmer non appare agli uomini col suo vero volto). E aggiunge: “Leo è stato chiuso nella pancia di un cavallo affamato”. Che significa come Leo Johnson, il giorno dell’omicidio di Teresa Banks, fosse recluso in un carcere chiamato “Cavallo Affamato”, il che lo toglie dall’elenco dei possibili assassini.
Senza avere minimamente idea su chi possa avergli sparato, l’agente Cooper riprende velocemente le forze. La dinamica della notte dell’omicidio di Laura Palmer, inizia a chiarirsi: Laura nel tardo pomeriggio era a casa di Bobby, torna a casa sua verso le nove, dà la buonanotte ai genitori e poi esce di nascosto dalla finestra. Ha appuntamento con James, ma lo abbandona a ridosso dei boschi poco dopo la mezzanotte. Va nella baita di Jacques assieme a Leo e Ronnette. Ha rapporti sessuali con entrambi gli uomini. I due vengono alle mani, Jacques sviene, Leo probabilmente si allontana lasciando le due ragazze in balia del terzo uomo.
Il terzo uomo che è a tutti gli effetti l’assassino.
Continua a girare l’identikit di questo presunto terzo uomo: è il volto di BOB, visto in sogno sia da Sarah Palmer sia da Cooper. Sin dal primo episodio della seconda stagione le apparizioni di BOB si fanno sempre più frequenti: a vederlo sono Maddy, cugina di Laura, e Ronnette, risvegliatasi dal coma ma ancora impossibilitata a parlare. Nel frattempo il padre di Laura, dopo aver ucciso Jacques, si risveglia con i capelli completamente bianchi. Da questo momento scivola rapidamente nella pazzia, passando le giornate a ballare e cantare.
Nel frattempo Donna prende il posto di Laura nella consegna dei pasti a domicilio agli anziani infermi. In queste consegne, oltre a fare la conoscenza della bizzarra signora Trummond e del suo altrettanto bizzarro nipote (si scoprirà più avanti come in realtà siano entrambi morti da tempo, e quindi siano delle vere e proprie apparizioni spiritiche e demoniache), incontra Harold, un giovane agorafobico particolarmente vicino a Laura. Donna scopre come Harold abbia in custodia il diario segreto di Laura. Si scopre così che Laura aveva due diari: quello trovato dallo sceriffo il giorno dell’omicidio e questo, su cui annotava le cose più incoffessabili.
Donna denuncia la cosa, Harold si uccide e il diario entra in possesso della polizia. Nel diario si scoprono continui riferimenti a BOB, indicato come una presenza inquietante che abusa di Laura da quando aveva 14 anni. Ma soprattutto nel diario ci sono continue affermazioni ambigue su Benjamin Horne, col quale Laura aveva una relazione sessuale.
Le indagini si focalizzano ben presto su di lui, anche se Cooper, incalzato dai continui indizi che gli fornisce Mike, l’uomo senza un braccio, non è convinto della cosa.
Finché una sera, mentre Cooper è alla Roadhouse con la signora del Ceppo, gli appare nuovamente il gigante, che gli dice “Attento, sta per succedere ancora”. E infatti quella notte si consuma un altro omicidio: a essere uccisa è Maddy. Ed è qui che scopriamo l’assassino: si tratta di Leland Palmer, padre di Laura. E abbiamo la prova definitiva di come BOB sia uno spirito malvagio che si è impossessato di lui da quand’era bambino (lo stesso Leland, davanti all’identikit di BOB, aveva detto di aver conosciuto quell’uomo quand’era bambino, si chiamava Robertson e gli tirava sempre i fiammiferi accesi), e che spinge i corpi di cui si impossessa a compiere i delitti e le azioni più atroci, senza che chi le faccia ne sia realmente consapevole.
Quando però si scopre che la telefonata ricevuta da Laura la sera della sua morte proveniva dal Great Northern Hotel, Benjamin Horne viene arrestato con l’accusa di omicidio.
Impossibilitato a fornire un alibi, è ritenuto l’assassino.
Cooper però, sempre aiutato dal Gigante e da Mike, riesce a risolvere l’enigma e a capire che Benjamin è innocente e che il vero assassino è il padre della ragazza. Con una complessa cerimonia esoterica e con uno stratagemma riesce a rinchiuderlo. Qui, dopo aver confessato, BOB spinge Leland a uccidersi e un attimo prima che muoia, abbandona il suo corpo.

La chiave del mistero, era ovviamente il sogno fatto da Cooper nella seconda puntata della prima serie: il nano ballava e Leland Palmer, impazzito, non faceva che ballare; i capelli di BOB sono grigi, e i capelli di Leland erano diventati grigi; le lettere disseminate dall’assassino sotto le unghie delle sue vittime erano R-B-T-O, tutte lettere di Robertson, Robert-son, i figli di Robert, ovvero i figli di BOB, vale a dire i corpi di cui lo spirito malvagio si serve per violentare, torturare e uccidere.
Un attimo prima di capire Cooper si ricorda il dettaglio del sogno che aveva dimenticato, cioè Laura che si china su di lui e gli sussurra all’orecchio: “mi ha uccisa mio padre”.

A questo stato delle cose, anche se risolto il mistero dell’omicidio, la vera natura di BOB (e la vera natura e la vera provenienza degli altri spiriti e delle altre presenze che popolano la serie) non è ancora spiegata.
La cosa si chiarirà in parte negli episodi successivi, ma soprattutto nel film “Fuoco cammina con me”, il prequel della serie.
Rimandando queste spiegazioni al prossimo post, a questo punto della serie BOB ha già una duplice interpretazione: da un lato si può leggere in senso psicanalitico come il “male”, il lato oscuro che c’è dentro ognuno di noi (la storia di Robertson che tira fiammiferi a Leland bambino può essere intesa come una storia di abuso su un minore che poi, da adulto, come spesso accade, diventa pedofilo a sua volta), dall’altro in senso esoterico e intenderlo proprio come uno spirito demoniaco.
In ogni caso l’unica certezza è che BOB lascia il corpo di Leland un attimo prima che egli muoia.
Quindi la domanda, che si fa anche lo sceriffo Truman, è la seguente: dov’è adesso BOB?

Alcune cose da mettere in evidenza, per concludere.
Non c’entra niente con la trama, la suspense o chissà cosa… ma guardate e riguardate la sequenza di Benjamin Horne in carcere col fratello Jerry… i loro ricordi d’infanzia… semplicemente splendida. Meravigliosa davvero.
Anche nel 1991 esisteva lo spoiler… e visto che gli USA avevano qualche mese di anticipo cominciò a girare la voce che l’assassino fosse il padre. Prima però di queste voci io e alcuni miei compagni di scuola, avevamo fatto una specie di scommessa dove ognuno aveva indicato chi fosse secondo lui l’assassino. Solo io avevo detto: il padre. Ma il merito non era mio. Lo aveva detto mia madre che, esperta come poche altre persone al mondo di gialli e thriller, lo aveva capito già alla seconda puntata.
Chapeau.
“Il diario di Laura Palmer” esiste davvero, ed è un libro scritto dalla figlia di Lynch, Jennyfer, a serie ancora in corso. Per capire meglio la storia e i personaggi, la lettura è caldamente consigliata.

(continua… )

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