“Attento… sta per succedere ancora… “

È la frase che dice il Gigante, apparendo d’improvviso sul palco della Roadhouse, all’agente speciale Dale Cooper, per annunciargli che l’assassino di Laura Palmer sta tornando a colpire.

E infatti, la sequenza successiva ci mostra Leland Palmer, posseduto dallo spirito malvagio BOB, uccidere brutalmente Madelaine Ferguson.

È la fine della puntata 8 della seconda serie de “I Segreti di Twin Peaks”, intitolata “Anime solitarie”. Quella in cui si pone fine al tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?”, che da mesi faceva arrovellare letteralmente mezzo mondo. Quella in cui si scopre che l’assassino della giovane 17enne, posseduto appunto da uno spirito demoniaco, è il suo stesso padre.

Oggi, esattamente ventisei anni dopo, la frase torna come sintesi del trailer che annuncia a tutti i fan il clamoroso ritorno, dopo tutto questo tempo, della serie leggendaria di inizio anni ’90. Una terza stagione in piena regola, un seguito della storia a un quarto di secolo di distanza.

Un lasso di tempo che si aggancia a un’altra frase enigmatica, pronunciata nell’ultima puntata (“Oltre la vita e la morte”, episodio 23, stagione 2) dallo spirito di Laura Palmer all’interno della Loggia Nera, che rivolgendosi all’agente Cooper gli dice: “Ci rivedremo tra 25 anni”, riprendendo a sua volta il sogno fatto da Cooper in cui sempre lo spirito di Laura gli rivelava il nome dell’assassino (episodio 2, stagione 1), ambientato per l’appunto venticinque anni dopo l’omicidio.

Un ritorno annunciato d’improvviso qualche anno fa dopo un lunghissimo silenzio e poi più volte smentito. E infine, anche con la conferma ufficiale, rimandato più e più volte.

Un’attesa che finirà stanotte (3,50 ora italiana), con la prémiere ufficiale negli Stati Uniti trasmessa in Italia in lingua originale da Sky Atlantic (poi, da venerdì, via con la versione italiana).

Molto più che un evento. Perché non stiamo semplicemente di una serie tv. Parliamo de “I segreti di Twin Peaks”, ovvero la madre di tutte le serie, quel prodotto pazzesco creato da David Lynch e Mark Frost capace, venticinque anni fa per l’appunto, di cambiare per sempre la storia della televisione.

Se oggi esiste un certo concetto di “serialità”, con episodi non autoconclusivi ma con trame che si sviluppano in verticale e personaggi che, pur conservando caratteristiche fisse, evolvono nel corso del tempo, se esistono addirittura canali tematici dedicate alle serie, se le serie oggi possono dirsi a tutti gli effetti vero e proprio “cinema televisivo” (Lynch fu il primo di una serie di grandi registi che, come ideatori o come collaboratori, si sono cimentati negli anni con la televisione), tutto questo lo si deve a Twin Peaks.

All’epoca un vero e proprio oggetto misterioso (un mix irripetibile di giallo, thriller, houmor, horror, surrealismo, fantascienza, dramma e soap opera), che però seppe inchiodare mezzo mondo davanti al televisore proponendo tematiche, atmosfere e stili che in prima serata fino ad allora non si erano mai visti. Lo sperimentalismo folle, eccentrico, criptico di Lynch al servizio del grande pubblico. Un paradosso, un ossimoro, una contraddizione in termini.

Che comunque funzionò al punto da diventare autentica leggenda.

Una leggenda che però, tuttavia, conobbe mille travagli e che ebbe una fine tutt’altro che lieta.

La storia di quei travagli è abbastanza conosciuta. I primi sette episodi più il pilota, ovvero il pacchetto che costituisce la prima serie, girati l’anno prima di andare in onda, sono autentici capolavori tuttora insuperati, che riscossero infatti un successo clamoroso in tutto il mondo, facendo in modo che da est a ovest, da nord a sud, tutti non facessero che chiedersi “chi ha ucciso Laura Palmer?”.

I miei coetanei, ovvero i 40enni di oggi, difficilmente possono dimenticare l’impatto che ebbe quella prima serie sulla vita quotidiana, sul costume sociale, sulla tv, sul linguaggio.

Poi, la casa di produzione e rete televisiva ABC, che nonostante quel successo versava in una situazione economica precaria, volendo capitalizzare immediatamente gli ascolti positivi, iniziò a fare pressione sugli autori affinché fosse svelato al più presto il nome dell’assassino.

Lynch e Frost, che avevano prospettato tempi ben più lunghi, dovettero cedere, svelando così il mistero della morte di Laura Palmer a metà della seconda stagione. Per i due creatori fu una follia: a loro dire la morte di Laura era il mistero cardine della serie, quello attorno cui ruotava tutto il resto. Farlo crollare così presto, significava togliere l’interesse degli spettatori e uccidere la serie.

Di fatto fu quello che accadde.

Lynch e Frost ridussero la loro collaborazione alle sceneggiature fin quasi a sparire, la qualità degli episodi scese clamorosamente di livello e gli spettatori la abbandonarono.

L’ABC decise così la cancellazione della serie.

Lynch e Frost tornarono a pieno regime per darle un finale: il risultato fu un ultimo episodio delirante, ultra lynchano, pieno di passaggi oscuri e questioni irrisolte. E che termina nel più sorprendente e pazzesco dei modi.

Chi, come me, è stato ed è un fan accanito e sconsiderato, ai limiti del maniacale, della serie, non ha mai smesso, in tutto questo tempo, di sperare in una terza stagione. Anche solo come atto di giustizia per quelle traversie di produzione che un simile capolavoro, di certo, non meritava.

La curiosità di vedere come Lynch e Frost si riallacceranno ai mille misteri irrisolti dopo venticinque anni non è grande. È immensa. Capire come hanno ripreso in mano e risolto quei molti fili che, durante la loro assenza per i problemi di cui sopra, si erano inevitabilmente sfilacciati.

A questo proposito: bene sapere che un mese fa è uscito per Mondadori un poderoso romanzo scritto da Mark Frost. Si intitola “Le vite segrete di Twin Peaks”, ed è probabilmente una sorta di contenitore di tutti i misteri, nonché un raccondo narrativo per colmare i venticinque anni di gap.

(Lo sto leggendo in questi giorni: quanto sia indispensabile ai fini della terza stagione, ve lo dirò nei prossimi giorni)

Chi di voi la vedrà?

Saremo una banda di nostalgici degli anni ’90 più gli irriducibili fans di Lynch?

Oppure ci saranno pure giovani che se la sono vista di recente in dvd, on line o su sky e ci sono rimasti sotto? O ancora ci saranno giovani che non l’hanno mai vista prima?

Noi, che come si scriveva prima con Twin Peaks abbiamo un rapporto maniacale e morboso, ovviamente dedicheremo a questo grande ritorno uno spazio apposito in questo blog.

Nei prossimi giorni, per chi volesse rinfrescare la memoria su trame e sottotrame rimaste aperte, o per chi volesse semplicemente sapere di cosa parla questa serie, posteremo una sorta di spiegazione/riassunto delle puntate precedenti. Per tutti quelli che ne vorranno usufruire o semplicemente per coloro che vorranno ricordare, e spaventarsi a morte, assieme a noi.

E in ogni caso, BENTORNATI A TWIN PEAKS.

STA PER SUCCEDERE ANCORA…

#specialeTwinPeaks

#staPerSuccedereAncora

#storieRiccardoLestini

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *