“Il treno non ferma a Indicatore” (il mistero della stazione fantasma)

Una delle cose più poetiche esistenti al mondo è la stazione di Indicatore, a un tiro di schioppo da Arezzo. La stazione si trova sulle linee Firenze – Foligno e Firenze – Roma, ed ha una caratteristica assolutamente unica e speciale: non ci si ferma mai nessun treno.
Facendo un rapido calcolo, posso tranquillamente affermare di aver passato circa

un terzo della mia vita in treno, e in assoluto la tratta che ho percorso di più è proprio la Firenze – Foligno, quella che transita per Indicatore. La percorro da sedici anni con una certa frequenza, ogni volta che da Firenze torno dai miei. Ma anche prima, ai tempi del liceo, per andare a scuola dovevo prendere un regionale della stessa linea. Insomma, più o meno ventisette anni di linea Firenze – Foligno.
Ogni giorno transitano in quella linea 14 regionali, e altrettanti ne passano sulla Firenze – Roma. Ci sono quindi, ogni giorno, qualcosa come 28 treni regionali che passano per Indicatore, ma nessuno ci si ferma.
Di per sé non sarebbe una grande notizia, anche perché, su quelle stesse linee, ci sono altre stazioncine dove nessuno di quei 28 regionali ha mai avuto intenzione di fermarsi: la stazione di Bucine e quella di Laterina, per esempio. Eppure, c’è una differenza sostanziale. Contrariamente alle non-fermate di Bucine e di Laterina, la non-fermata di Indicatore è sempre dichiarata. Nei tabelloni degli orari è espressamente riportata, per VENTOTTO VOLTE, la scritta NON FERMA A INDICATORE. Non solo. Fino alla fine degli anni novanta lo sottolineavano SEMPRE anche gli annunci degli altoparlanti: dopo l’elenco di tutte le fermate che avrebbe fatto il treno in partenza, lo speaker concludeva dicendo NON FERMA A INDICATORE. Non esiste nessuna scritta, nei tabelloni, che dica, ad esempio, ‘non ferma a Bucine’, né io ho mai sentito uno speaker dire ‘non ferma a Laterina’.
NON FERMA A INDICATORE invece lo dicono e lo scrivono tutti, da sempre.
C’è dell’altro, c’è di più. A Bucine e a Laterina non ferma nessuno di questi 28 regionali, ma fermano altri treni, trenini locali apposta per pendolari che percorrono tratte brevissime. Orbene, nemmeno questi trenini fermano ad Indicatore, neanche uno. E anche in questo caso, tutti i tabelloni specificano che il treno NON FERMA A INDICATORE.
Ma perché?
Perché tutto questo?
Perché esiste questa stazione dove nessun treno si ferma né si fermerà mai?
Perché, nonostante già all’inizio degli anni ’90 nessun treno ci si fermasse, hanno comunque ristrutturato la stazione, dotandola dei nuovi cartelli, quelli blu con i bordi bianchi rifrangenti?
E soprattutto, perché se non ci si ferma nessun treno occorre specificarlo ogni volta?
In sostanza: cosa succede veramente a Indicatore? A quale scopo esiste questa stazione? Cosa accadrebbe se una volta, una volta soltanto, un treno si fermasse a Indicatore?
Nemmeno mio padre, capostazione, ha mai saputo rispondermi. O meglio: forse non ha mai VOLUTO rispondermi.

Cosa mi state nascondendo tutti quanti?

Soprattutto: cosa minchia nasconde la stazione di Indicatore? Un varco spaziotemporale? La zona del crepuscolo? L’accesso agli inferi? Un’area 51 italiana? Il mistero della bomba a piazza Fontana?
In ogni caso, se qualcuno di voi ne conoscesse il motivo, vi prego davvero di non rivelarmelo mai. Questa non stazione, che esiste in virtù della sua inesistenza, non solo è uno dei pochi punti fermi della mia vita, ma è anche uno dei misteri più assurdi e incredibili dell’universi. Mi piacerebbe che restasse tale, in eterno. Così, proprio come la poesia pura.

#lestraordinarieavventuredellesto

#universiRiccardoLestini

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