Gli SMS hanno SEMPRE un PORNO CONTENUTO nascosto…

Magari oggi, con Wahts App e compagnia bella – che quasi sempre trasformano il semplice servizio di messaggeria in una chat vera e propria, le cose sono cambiate.

Ma gli sms, quelli veri, originali, con il limite massimo di 250 caratteri che si mandavano coi telefonini di qualche anno fa (quando ancora, per intenderci, i telefonini si usavano per telefonare e non per mettere il pilota automatico, friggere le patate o girarci un film di 120′ da candidare a un festival di cinema indipendente come ora), sin dalla loro comparsa sulla faccia della terra hanno sempre avuto un sottotesto ambiguo, un significato nascosto ammiccante e allusivo.

In due parole: come certe canzoni rock di un tempo contenevano un messaggio satanico sottotraccia, allo stesso modo gli sms hanno sottotraccia un inequivocabile significato porno.

Specie se mandati da persone facenti parte della generazione del sottoscritto, quelli per intenderci nati all’incirca alla metà dei settanta.

Cerchiamo di capire perché.

La mia generazione non è nata con gli sms. Non c’è nemmeno cresciuta. Quando è arrivata questa nuova e pazzesca forma di comunicazione eravamo già grandicelli, ventidue, ventitre anni o giù di lì.
Però ci siamo abituati al volo: tempo due mesi ed eravamo già tutti sms dipendenti, molto più delle generazioni successive, che hanno sempre guardato ai messaggini come a un semplice dato di fatto.

Perché noi, a differenza loro, vivendo l’sms come una novità improvvisa, abbiamo saputo coglierne i prodigi più nascosti e reconditi meglio di chiunque altro. 


A conti fatti l’sms ha questo potere miracoloso: materializza un’ambiguità rassicurante.

E noi, infarciti di catechismo e retaggi cattolici, senza saperlo aspettavamo l’sms dalla nascita: dalla nascita aspettavamo un mezzo di comunicazione che ci permettesse d’essere ambigui senza provare vergogna, senza sputtanarci, senza dover fare i conti col senso di colpa e del peccato.
L’sms permette, in maniera scritta (quindi senza l’impaccio della voce e degli occhi), di formulare frasi brevi che sanno dire tutto e il contrario di tutto, che mescolano pudore e sfacciataggine come nessun’altra cosa al mondo.

Sei tu ma non sei tu. Dici questo ma non lo dici.

n sostanza l’sms permette di formulare frasi al tempo stesso fortemente allusive e per niente allusive, che hanno una gamma di sottotesti che spazia dal “vorrei legarti e scoparti tutta la notte” al “cari saluti a te e famiglia”.
Privati pressoché per tutta l’adolescenza di questo prodigioso marchingegno d’allusività d’ogni sorta, una volta scoperto ci siamo gettati a capofitto fino a restarne schiavi.
Forse è stata la frittata definitiva: già scissi e confusi di nostro dalla caduta del muro di Berlino, gli sms ci hanno definitivamente trasformato in un manipolo di rincoglioniti senza direzione, la generazione ambigua per eccellenza, sempre con un piede qua e l’altro là, sempre sospesa tra un “vorrei scoparti” e “tanti saluti a casa”. 

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