Lestini cerca casa

Agosto 1995. Estate del diploma. Trasferimento a Firenze imminente. Ora di rimboccarsi le maniche e cercare casa.
Visto che a quei tempi Internet non esisteva e visto lo scarso successo di due o tre telefonate ad amici di amici di genitori, parenti e conoscenti, l’unico sistema è quello di scegliere un giorno a caso, prendere il treno la mattina all’alba e andare a Firenze a cercare casa direttamente in loco.
Scelgo una data simbolica: 1 settembre, che per me, in barba agli equinozi, ha sempre rappresentato la fine dell’estate e l’avvento dell’autunno. Una settimana prima, per una pura combinazione di eventi, risento una mia ex con la quale era finita ingloriosamente tempo prima. Tra una chiacchiera e l’altra si decide che: 1) ci rivedremo due sere dopo alla festa de l’Unità di Perugia; 2) visto che una sua cara amica ha vissuto a Firenze due anni, si farà dare un paio di dritte su come e dove cercare informazioni per appartamenti e stanze in affitto.
Due sere dopo ci vediamo.
Le preziose informazioni reperite dalla mia ex presso la cara amica Lara consistono in un minuscolo foglietto con su scritto: ‘Bacheca Università Piazza Brunelleschi/ La Pulce’.
E’ poco, praticamente un cazzo, ma meglio che niente….
Il 1 settembre, come da copione, Lestini prende il treno da Passignano sul Trasimeno alle ore 6,34. Destinazione: Firenze Santa Maria Novella, all’epoca città completamente ignota al giovane Lestini. In tasca solo il ridicolo foglietto consegnatomi dalla mia ex. A Santa Maria Novella, appena sceso dal treno, faccio colazione e compro una mappa dettagliatissima della città. Mi ricordo di aver detto proprio così all’edicolante: ‘Mi dia la più dettagliata che ha…’.
Prendo il ridicolo foglietto e parto dalla prima indicazione: ‘Piazza Brunelleschi’. Sulla mappa trovo la piazza al volo. E’ vicinissima alla stazione e ci arrivo in un attimo. Mi esalto per il mio spettacolare senso d’orientamento: standing ovation per il giovane Lestini!
L’amica Lara è stata essenziale ma, pare, efficacissima. La bacheca di quella che di lì a un mese e mezzo diventerà la mia Università è un oceano di fogli e annunci d’ogni ordine e grado. Praticamente in un’ora segno nella mia agenda qualcosa come 30 annunci di altrettante papabili stanze in affitto. Per ognuna controllo la via e la segno con una ‘x’ sulla mia mappa. Poi vado al Tabacchi e compro una scheda telefonica da 10mila lire (nemmeno i cellulari, all’epoca, esistevano ancora). Sistemo gli annunci papabili in ordine di priorità, facendo una media tra prezzo e vicinanza al centro e all’Università. Alla fine ho una classifica d’interesse ferrea e infallibile. Mi esalto per il mio micidiale razionalismo organizzativo: seconda standing ovation per il giovane Lestini!
Entro in cabina telefonica con una certezza: su 30 annunci, qualcosa di buono, uscirà senz’altro.
Telefonata 1: stanza singola via S. Egidio, 280mila lire al mese. Merda, la stanza è già stata affittata. E quel ‘merda’ di disappunto si ripeterà per altre 15 volte, visto che ben 16 delle 30 stanze papabili erano già state assegnate. Delle restanti 14, 6 non rispondono a tentativi ripetuti.
Ne restano 8. Di cui 2 praticamente a Sesto Fiorentino. Quindi facciamo 6. Una di queste 6 è meravigliosa: singola in via Calzaiuoli a sole 330mila lire….ma bisogna lasciare UN MILIONE E TRECENTOVENTIMILA LIRE di cauzione all’istante….praticamente, o mi prostituisco seduta stante oppure posso dire addio alla casa. Non essendo ancora pronto – a soli 18 anni – alla strada torbida della prostituzione, lascio perdere la casa. Un’altra è una singola in Borgo Pinti a 400mila lire….si può fare….ma non accettano fumatori. Un’altra ancora è una singola in via XX Settembre a 350mila lire, ma accettano solo studenti a settimana corta.
In sostanza: è mezzogiorno e mezzo, ho passato OLTRE DUE ORE in cabina telefonica, e su trenta annunci ho rimediato la miseria di 4 appuntamenti. ‘Ohhhh’ di sconforto per il giovane Lestini.
Appuntamento numero 1: il posto letto non è in doppia come indicato dall’annuncio, ma in tripla. Nel senso che assieme al mio ipotetico futuro compagno di stanza, dovrò dividerla con il suo cane, un cucciolo di cane (ma che, specifica con orgoglio l’ipotetico futuro compagno di stanza, ‘crescerà TANTISSIMO’) che per tutto il tempo in cui visito casa mi segue annusandomi insistentemente il culo. Casa scartata.
Appuntamento numero 2: mentre visito la casa l’unico inquilino presente mi dice ‘ci sono dei lavoretti da fare’. E’ stato sincero: infatti mentre mi fa vedere la dispensa della cucina si staccano due ante, schiantandosi al suolo. Poi quando chiedo, vedendo la caldaia a terra interamente smontata, ‘anche quella va riparata?’, lui serafico risponde: ‘ma no….d’inverno non fa così freddo….mica siamo a Milano!’. Casa scartata.
Appuntamento numero 3: nella casa ci abita solo un 40enne dalle cui ascelle si spande un fetore nauseabondo, tipo camion di letame tamponato da un furgone di pesce marcio. Casa scartata.
Appuntamento numero 4: la stanza consiste in una cella francescana 2×2, all’interno di una casa in cui vive un’intera famiglia……’posso lavarti anche le lenzuola’, sottolinea baldanzosa la padrona di casa. Casa scartata.
Sono le tre del pomeriggio. Il giovane Lestini è digiuno e ha esaurito tutte le cartucce a disposizione. Secondo ‘uhhhh’ di sconforto.
Poi, illuminazione. Il foglietto minuscolo dell’amica della mia ex recava una seconda indicazione: ‘La Pulce’. Sarà – penso – un’altra sede universitaria, una nuova bacheca piena zeppa di annunci. Riprendo la mappa e nell’ordine cerco:
– via la Pulce
– piazza la Pulce
– largo la Pulce
– viale la Pulce
Niente da fare. Non esiste. O almeno, la mappa non la segnala. C’è solo, in culo al mondo, una ‘via Pulci’. Magari la mia ex ha sbagliato a scrivere. Mi faccio allora 35 minuti a piedi e raggiungo via Pulci: ma lì c’è il deserto.
Torno indietro, in centro. E prendo a maledire l’edicolante che mi ha venduto una mappa del cazzo, dove non c’è né via la Pulce, né piazza la Pulce, né largo la Pulce, né viale la Pulce.
Inizio a chiedere come un ossesso a tutti i passanti del centro.
– Scusi, via la Pulce?-
– Mai sentita – .
Un copione che si ripete almeno QUARANTA VOLTE. Ma possibile che NESSUN FIORENTINO sappia dell’esistenza di questo posto???
Nel frattempo sono le sei e mezzo di sera. Alle otto ho l’ultimo treno. Stremato, sconfitto e depresso, mi accascio su una panchina, proprio dietro a un’edicola. Rassegnato al fatto che non troverò mai casa e farò l’Università dormendo sotto i ponti, mi volto lentamente. Alle mie spalle c’è il cartello PIU’ ENORME DI TUTTA FIRENZE.
A caratteri cubitali c’è scritto:
CERCHI CASA?? COMPRA ‘LA PULCE’ – LUNEDì, MERCOLEDì E VENERDì IN EDICOLA
E in quel momento, tutte le voci della mia coscienza si levarono in coro unanime per gridarmi all’unisono: ‘Giovane Lestini……sei un pirlaaaaaaaaaaa!!!!!!’.

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