Un dubbio

Da insegnante della scuola pubblica che ha votato NO al referendum, ho un grande dubbio, una grande perplessità.
Leggo in questi giorni una marea di post esultanti scritti da colleghi, in cui si mette in relazione il voto al referendum e la Buona Scuola.
Si parla del ruolo determinante degli insegnanti nella bocciatura della riforma costituzionale, del ruolo determinante che la pessima riforma della Pubblica Istruzione avrebbe avuto nella vittoria del NO. Fino ad arrivare a frasi come “giustizia è fatta”, “gli insegnanti non hanno dimenticato” e via dicendo.
Come se il NO fosse stato, più che altro e sostanzialmente, una sorta di vendetta.
Ma mi chiedo e chiedo: se così fosse, cosa significa? Che se non ci fosse stata la Buona Scuola i docenti, o almeno una consistente parte di essi, avrebbero votato SÌ?
Io, personalmente, ho votato NO senza pensare nemmeno un attimo alla Buona Scuola, a quella Buona Scuola che ho comunque contestato e osteggiato in prima linea, mettendoci la faccia e le parole.
Ho votato NO pensando solo e soltanto alla costituzione.
E avrei votato NO anche se, per assurdo, il governo Renzi avesse sfornato, per la scuola, la migliore delle riforme possibili.
E voi?

#resistenzeRiccardoLestini

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