The Young Pope

Chi è Dio? Cosa è Dio? Dove è Dio?
E soprattutto chi è l’uomo? Cosa è l’uomo? Dove è l’uomo?
Se vi aspettavate o volevate una torbida storia di denuncia dei più indicibili e perversi segreti secolari del Vaticano, lasciate perdere.
Qui non troverete stanze o fascicoli segreti.
Qui protagoniste sono le domande, quelle domande immanenti e vertiginose che non possono avere risposta.
Non una fiction, non una serie. Un film di dieci ore piuttosto, con al centro l’uomo, la sua fragilità e la sua solitudine, il rapporto tra finito e infinito, tra spirito e materia, tra umano e divino.
Una storia, cinematograficamente parlando, impossibile. A meno che a realizzarla non sia Paolo Sorrentino. Che per farla ha dato fondo a tutto il suo sterminato potenziale visionario e immaginifico. E, al tempo stesso, al suo più crudo e disarmante realismo.
Un prodotto monumentale sull’imperscrutabilità dell’esistenza.
Immagini di assoluta potenza con una regia che dire geniale è dire poco.
Attori fantastici, Jude Law e Diane Keaton pazzeschi.
Immenso Silvio Orlando: un gigante tragicamente sottovalutato, usato poco e spesso male dal cinema italiano.
Quello stesso cinema che decenni fa, i genii come Sorrentino li riteneva maestri da seguire mentre oggi li relega nelle lande desolate dell’elitarismo.
Per concludere, questo capolavoro che è THE YOUNG POPE, non vi consiglio di vederlo. Ma di perdervi e di abbandonarvi in esso.
Buon fine settimana a tutti.

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